Catania: arrestati 4 uomini, avevano dei mitra

Fermato a Catania un gruppo di fuoco composto da quattro persone, trovati in possesso di armi da guerra fra cui due mitra. Tra i fermati c'è anche Agatino Arena, il figlio del boss latitante Giovanni, ricercato da sedici anni

Catania - C’è anche Agatino Arena, il figlio del boss latitante Giovanni, ricercato da sedici anni, tra gli appartenenti al gruppo di fuoco arrestato dalla squadra mobile della Questura di Catania. Con lui ci sono altri due presunti esponenti della sua stessa cosca e il proprietario dell’immobile. Secondo quanto si è appreso Arena, il cui padre storicamente è legato alla cosca Santapaola, recentemente sarebbe passato con il clan Sciuto in seguito a "divergenze" sorte all’interno di Cosa nostra che sarebbero sfociate in almeno due omicidi. In risposta a uno di questi, secondo la tesi dell’accusa, il gruppo stava per entrare in azione ed era pronto a commettere un delitto.

Due potenti mitragliatori
Due potenti mitragliatori sono stati stati trovati in un appartamento nel centro di Catania, in via Messina, in una zona vicina a piazza Europa, e non nel popoloso rione di Librino, come si era appreso in un primo momento. Sono un Uzi di fabbricazione israeliana e uno Skorpion statunitense che era dotato di silenziatore. L’inchiesta è coordinata dal procuratore capo di Catania, Vincenzo D’Agata.

Gestivano lo spaccio di droga Gli arrestati sono Agatino Assunto Arena, di 32 anni, Giuseppe Orestano, di 47, Mario Costantino, di 56, e Nicolò Valenti, di 49. Quest’ultimo è il proprietario dell’immobile di via Messina 212, dove la squadra mobile ha fatto irruzione. Secondo la polizia, il gruppo di Arena controllerebbe lo spaccio di sostanze stupefacenti nel famigerato "Palazzo di cemento" del rione Librino, dove in passato sono stati sequestrati ingenti quantitativi di armi e droghe. Ma nello scorso anno ci sarebbero stati forti contrasti all’interno del mondo criminale organizzato catanese sulla "gestione" degli affari illeciti nella struttura.

Guerra fra cosche Sarebbero nati contrasti che sarebbero sfociati in almeno due omicidi quello di Sebastiano Fichera, 37 anni, assassinato il 26 agosto del 2008 nel rione Nesina, e quello di Giacomo Spalletta, 51 anni, presunto reggente della cosca Sciuto, ucciso il 14 novembre dello stesso anno. Nell’ambito delle nuove ’dinamichè criminali Arena avrebbe lasciato la cosca Santapaola per transitare con il clan Sciuto. Le indagini sono coordinate dal procuratore Vincenzo D’Agata e dal sostituto procuratore Pasquale Pacifico. Il Gip Dora Catena ha convalidato gli arresti.