Un Catania da Champions «A Milano per dimostrarlo»

Per la prima volta guarda il Milan dall’alto in basso. Grande merito di Marino, tecnico esordiente. «Siamo stupiti anche noi, la svolta dopo il ko di Firenze. Ora conta solo attaccare»

da Catania

Quarto posto in classifica, 23 punti messi in cascina ed una partita (quella di domenica con l’Empoli non disputata per impraticabilità del campo) ancora da recuperare. A tre giornate dalla fine del girone di andata, nel Catania i conti tornano e sono cifre che testimoniano la grande stagione finora disputata dalla formazione siciliana, guidata da un giovane tecnico emergente, Pasquale Marino, siciliano di Marsala, esordiente in serie A, dopo tanta gavetta nei campionati minori. «In effetti la nostra classifica ha sorpreso un po’ tutti, forse anche noi. Sinceramente ci speravamo e stiamo affrontando questo campionato con grande impegno e determinazione e siamo sempre stati consci delle nostre possibilità. Finora siamo stati bravi nel mantenere una certa costanza di risultati che ci ha permesso di star fuori dalla zona retrocessione. Abbiamo puntato, in linea di massima, sullo stesso gruppo con il quale abbiamo vinto lo scorso campionato di B, cercando anche di non snaturare il nostro gioco».
Marino aggiunge: «Stiamo dunque portando avanti un progetto tattico costruito due anni or sono e che finora ci ha dato ragione». Marino in passato ha vinto il campionato in serie D e C2 (col Paternò) e, per l’appunto, l’anno scorso in B col Catania. In C1 ha allenato il Foggia, prima di approdare in B ad Arezzo (dove ha vissuto un’annata difficile, con un esonero seguito poi da un successivo richiamo in panchina) e nella scorsa stagione a Catania, dove ha trovato una società che lo sta lanciando ai grandi livelli. Alcuni grossi club lo hanno già adocchiato, ma il tecnico preferisce glissare. «Mi preme soltanto conquistare la salvezza con il Catania. Intanto pensiamo alla gara di stasera dove affrontiamo un avversario che è in assoluto tra i più forti del campionato e contro di noi ha chiaramente il pronostico dalla sua parte. I rossoneri hanno attraversato un momento difficile, che li ha attardati dalle posizioni di vertice, ma ritengo che il pareggio ottenuto a Firenze testimoni sintomi di ripresa. Non è una squadra in crisi e dunque ci vorrà il miglior Catania per fermarla. Sarà un match molto duro e difficile, con il Milan che ovviamente vorrà sfruttare il fattore campo per tornare alla vittoria. Noi però ci giocheremo la nostra partita, rispettando l’avversario ma consapevoli di poter fare bene. Attraversiamo un buon periodo psicologico e fisico e scenderemo in campo con il nostro consueto atteggiamento, rispettando l’avversario ma giocando a viso aperto. Qualcuno potrebbe pensare che godiamo di un piccolo vantaggio per esserci forzatamente riposati domenica scorsa? Non credo».
Marino poi ricorda il reale obiettivo del Catania. «Il nostro quarto posto è meritato, rispecchia quello che abbiamo prodotto finora e ci permette di arrivare quanto prima alla quota salvezza che rimane l’obiettivo primario».
E tutto questo bel correre fra le squadre che contano è cominciato in ottobre, dalla partita di Firenze. Ricorda il tecnico: «E’ stato l’incontro della svolta. Abbiamo perso senza giocare: troppi timori. Da quel giorno è cambiato tutto: la squadra si è fatta più offensiva. E oggi se provo a togliere una punta per coprirmi con un centrocampista, nello spogliatoio sono pronti a menarmi». Per la partita di stasera al Meazza, Marino non dovrebbe avere dubbi: in attacco con Spinesi gli esterni saranno G. Colucci e Mascara, quest’ultimo al rientro dopo aver scontato tre turni di squalifica.