Catania, il dolore e l’orgoglio Per Sant’Agata la città in lutto

da Catania

Non sospesa, ma in tono minore, e limitata esclusivamente agli aspetti religiosi. Niente fuochi d'artificio, né ricevimenti, abolita la storica sfilata della carrozza del senato e quelle delle candelore e luminarie spente. Sarà una festa segnata dal lutto quella per Sant'Agata, patrona di Catania venerata da migliaia di fedeli che ogni anno, per tre giorni, invadono il capoluogo etneo indossando dei «sacchi» bianchi.
I giri del fercolo che trasporta il simulacro con le reliquie di Sant'Agata previsti regolarmente, nessun «taglio» come avvenuto nel 1991 per la Guerra nel Golfo, ma sono state abolite le manifestazioni di folclore che accompagnavano la cerimonia religiosa. La decisione, accolta da un lunghissimo applauso da parte dei devoti che partecipavano alla processione per l'offerta della cera, è stata presa a conclusione di un vertice nella sede dell'Arcivescovado. All'incontro hanno partecipato l'arcivescovo metropolita Salvatore Cristina, il prefetto Anna Maria Cancellieri, il questore Michele Capomacchia, il sindaco Umberto Scapagnini, il presidente della Provincia, Raffaele Lombardo, e i responsabili del comitato organizzativo. «Alla luce dei gravissimi episodi di violenza scoppiati in occasione della partita Catania-Palermo che hanno causato la morte dell'ispettore capo Filippo Raciti, e il ferimento di oltre 100 persone tra civili e forze dell'ordine, e che hanno profondamente ferito l'animo e la sensibilità religiosa dell'intera comunità cittadina - si legge in una nota congiunta - è doveroso che i festeggiamenti in onore di S. Agata, patrona della città di Catania, abbiano esclusivamente carattere religioso e penitenziale».
Il comitato esprime «il più sentito cordoglio ai familiari dell'ispettore capo Raciti e piena solidarietà ai feriti vittime dell'inaudita violenza» e ritiene «necessario che le festività agatine siano un momento proficuo di riflessione profonda sull'urgente necessità di un recupero dei valori etico-morali e socio-culturali della comunità etnea, messi duramente a repentaglio da una sparuta minoranza criminale».
Per questo motivo è stata decisa «l'abolizione dalla festa dei fuochi pirotecnici, del tradizionale giro delle candelore, i ricevimenti istituzionali, l'uscita delle storiche carrozze del Senato e tutte le manifestazioni complementari e saranno inoltre spenti durante tutta la festa gli addobbi luminosi».
Era stata la stessa vedova dell'ispettore ucciso, Marisa Grasso, a chiedere di annullare i festeggiamenti per Sant'Agata. Una richiesta condivisa anche dai magistrati della Procura. L'appello è stato raccolto dal sindaco Umberto Scapagnini, che ha però sottolineato l'importanza di salvaguardare il significato religioso della ricorrenza, anche in relazione a quanto accaduto ieri: «La nostra patrona deve girare per le vie della città, illuminarci e invitarci a riflettere».
Sant’Agata, la santa patrona della città di Catania, è la prima martire siciliana in ordine di tempo e di diffusione del culto del mondo. Una festa che affonda le sue radici in tempi antichissimi e che per i catanesi riveste un momento viscerale di fede e devozione. Tre giorni di culto, religione, tradizione e folclore, per una festa che non ha eguali, unica al mondo. Per il catanese, Sant’Agata è l'eterna santa miracolosa, che custodisce la città e le sue attività quotidiane. Anche tra la tifoseria del Catania, non mancano i riferimenti a questa grande devozione. Basti pensare all'enorme telo, raffigurante il ritratto di S. Agata, esposto in curva sud in occasione del tragico derby col Palermo del 2 febbraio. Religione e folclore. Fede e antichissime tradizioni. Festa. Questa volta listata a lutto.