Catania, folla ai funerali di Raciti La moglie: rinunciate alla violenza

Una folla muta e commossa si è radunata nel duomo di Catania. La moglie ai giovani: "Riflettete, Essere grandi si dimostra con il rispetto, la sportività è il bene". Il presidente Napolitano: "Basta con la violenza, occorrono decisioni severe"

Catania - Un lungo applauso di circa 500 persone presenti sul centralissimo Corso Italia ha salutato l'uscita dal decimo reparto mobile della Polizia di Catania del feretro dell'ispettore capo Filippo Raciti. La bara era avvolta dalla bandiera tricolore con sopra una rosa rossa. A salutarlo c'era anche il picchetto d'onore della polizia di Stato. Lo stesso applauso ha accolto il feretro all'ingresso nel duomo, scortato dai motociclisti della polizia fino in piazza e poi portato a spalla da otto colleghi di Raciti. Altri due agenti hanno portato il berretto di Raciti e la sua divisa. Sul feretro viene posta una rosa rossa, ultimo dono della vedova, Marisa Grasso. È scattato sull'attenti portando la mano destra sulla visiera del cappello da poliziotto Alessio, il piccolo figlio dell'ispettore capo Filippo Raciti all'arrivo della salma in piazza Duomo davanti la Cattedrale di Catania. Il bambino ha poi accompagnato l'ingresso della bara in chiesa. Evidente la commozione tra i presenti, soprattutto tra gli agenti della Polizia che hanno gli occhi e il viso solcato dalle lacrime. Si abbracciano tra loro silenziosamente come a farsi coraggio.

La famiglia È vestito con la divisa da poliziotto Alessio, il figlio di 9 anni di Filippo Raciti, l'ispettore capo ucciso venerdì sera durante i disordini accaduti durante il derby Catania-Palermo. Il bambino è arrivato in piazza Duomo con un'auto sulla quale c'erano la mamma, Marisa Grasso e la sorella di Alessio, Fabiana, 15 anni. Alessio indossa il cappello da ispettore di polizia e la divisa. La madre e la sorella sono già entrate in cattedrale, il piccolo è rimasto in piazza Duomo con due ispettori di polizia. Alessio se ne sta con le mani in tasca e osserva la gente che sta entrando in cattedrale, ogni tanto scambia una parola con i due poliziotti che lo abbracciano.

La moglie Con parole pacate e dolenti, la vedova di Filippo Raciti ha invitato i tifosi a riflettere sulla morte di suo marito e a rinunciare alla violenza. "Vorrei solo dire due parole per muio marito. Sono sicura che tutti consocevate i suoi pregi. Venerdì nell'apprendere della sua morte ho avuto un blocco al cuore. Immaginavo che sarebbe tornato con qualche ferita. Ma non mi sarei immaginato che sarebbe tornato così", ha esordito la donna, Marisa Grasso, che si è rivolta ai giovani che "immaturamente, stupidamente scioccamente, guardando un poliziotto e quanti portano la divisa lo guardano con disprezzo e odio. Mio marito - ha continuato - oltre a essere un bravissimo poliziotto era un gradissimo uomo, aveva qualità vere, era sincero, leale, affidabile, disponibile. Non lo vedo morto, perchè è sempre presente. Era un educatore alla vita, così lo stimano i suoi colleghi. Vorrei che sia un educatore anche nella morte e che questa morte possa portare veramente cambiamenti e che non ci sia un'altra famiglia a provare questo enorme dolore. I ragazzi riflettano - ha concluso Marisa Grasso - la sportività è una cosa bella, la violenza fa male. Essere grandi si dimostra col rispetto".

La figlia "Avevo deciso di farmi del male quando ho appreso la notizia della tua morte, non volevo più mangiare e bere ma molte persone mi hanno aiutato". Ha iniziato così il suo messaggio al padre Fabiana, la figlia primogenita dell'ispettore di polizia. "Ciao papino - ha esordito con voce commossa la ragazza - adesso spero che qualcosa cambi, tu sei stato un eroe e lo sei ancora. Noi due siamo uguali in moltissime cose, non so stare senza di te. Abbiamo gli stessi pregi e gli stessi difetti, le labbra carnose e il ginocchio che dà problemi. Volevo che sapessi che sarò sempre fiera di te". Il piccolo Alessio, 9 anni, ha continuato a ripetere "Voglio papà, voglio papà".

L'omelia "Oggi la gioia della festa ha i toni della mestizia". Lo ha detto monsignor Paolo Romeo, nunzio apostolico in Italia e arcivescovo eletto di Palermo, nell'omelia per i funerali dell'ispettore Filippo Raciti, ucciso venerdì sera negli scontri dopo la partita di calcio Catania-Palermo. Monsignor Romeo ha ricordato Raciti come un "servitore fedele e orgoglioso dello Stato" e ha porto alla vedova, ai figli e a tutta la famiglia "l'affettuosa solidarietà del Santo Padre". L'alto prelato ha sottolineato che "è emeblematico dal punto di vista della celebrazione ecclesiale che l'arcivescovo abbia voluto inserire i funerali nella festa di Sant'Agata", un segno che testimonia il dolore di tutti i catanesi per la morte di Raciti. L'omelia di monsignor Romeo è stata quasi tutta incentrata sulla figura di Sant'Agata, e dal prelato non è venuta nessuna esplicita condanna delle violenze in cui venerdì è morto l'ispettore Raciti. Solo in chiusura, una menzione della "gravissima condizione di sofferenza per la famiglia Raciti e per tutta la cittadinanza di Catania".

La folla Migliaia di persone si sono riversate nella piazza del Duomo di Catania per assistere ai funerali dell'agente Filippo Raciti. Mancano pochi minuti a mezzogiorno, ora stabilita per la celebrazione del pontificale e della messa funebre e la folla è tutta assiepata oltre le transenne. Parlano tutti a bassa voce e non si sentono rumori del traffico circostante. Lungo via Garibaldi, una delle strade di accesso a piazza duomo qualche venditore ambulante espone mazzi di palloncini colorati che i vigili urbani stano cercando di far rimuovere. Un maxischermo alla destra del duomo proietterà le immagini della messa. Altissima la presenza di giovani e bambini. Ricordiamo che oggi a Catania le scuole sono chiuse perché e il giorno di Sant'Agata, patrona della città etnea.

I colleghi Centinaia di agenti di polizia e dei carabinieri seguono i funerali davanti al maxischermo allestito in piazza duomo visto che la cattedrale non riesce a contenere le migliaia di persone presenti fuori dalla chiesa. Moltissimi colleghi dell'ispettore Filippo Raciti seguono commossi la funzione funebre, tenendosi abbracciati fra loro e asciugandosi le lacrime. In piazza è esposto anche uno striscione con la scritta "Catania dice no alla violenza". Sul sagrato è presente anche uno striscione con la scritta "Ciao Filippo!!! dal Nono reparto mobile della Polizia di Bari".

Da Acireale "Siamo qui con il nostro gonfalone listato a lutto per l'ultimo saluto all'ispettore capo Filippo Raciti". Lo ha detto il sindaco di Acireale Nino Garozzo, città dove risiedeva l'ispettore capo morto venerdì negli incidenti del derby Catania-Palermo. "Esprimiamo con questo la rabbia e il dolore della città di Acireale - ha aggiunto Garozzo - dove Filippo viveva e aveva costituito famiglie e dove, tristemente, si svolgerà la sepoltura. Vogliamo riaffermare il primato della democrazia e delle leggi sulla violenza e sulla delinquenza - ha concluso Garozzo - perchè nessuno dietro i valori sacri dello sport possa alimentare azioni criminali che sono estranei ai principi dello sport. Il sacrificio dell'ispettore Raciti deve impegnare tutte le istiuzioni affinchè la follia di pochi non debba prevalere sull'onestà e sulla operosità della nostra gente".

Il Papa Bendetto VXI è "spiritualmente vicino" alla moglie e ai figli di Filippo Raciti. In un telegramma inviato a suo nome dal segretario di Stato, Tarcisio Bertone al vescovo di Catania, monsignor Salvatore Gristina, Benedetto XVI ribadisce la sua «ferma condanna per ogni gesto di violenza che macchia il gioco del calcio» mentre esorta a promuovere con maggiore determinazione il rispetto "per la legalità favorendo lealtà, solidarietà e sana competitività".

Il capo dello Stato "Affinché ritorni la serenità e normalità sui campi di calcio c'è da attendersi che decisioni severe e comportamenti conseguenti vengano assunte dalle autorità di governo e da tutti i soggetti del mondo sportivo". Lo ha ribadito il capo dello Stato Giorgio Napolitano in un messaggio inviato al capo della polizia Gianni De Gennaro, che quest'ultimo ha letto nel corso dei funerali di Filippo Raciti nel duomo di Catania.

I politici Il ministro dell'Interno Giuliano Amato e quello dello Sport Giovanna Melandri sono arrivati nel duomo di Catania per assistere ai funerali dell'ispettore capo della polizia Filippo Raciti, ucciso durante gli scontri scoppiati in occasione del derby Catania-Palermo. Con loro anche il viceministro dell'Interno Marco Minniti, il capo della polizia Gianni De Gennaro e il vicecapo Antonio Manganelli, il vicepresidente della Camera Pierluigi Castagnetti, i leader di An Gianfranco Fini e dell'Udc Pierferdinando Casini, il presidente della regione Sicilia Salvatore Cuffaro. Tra le autorità presenti anche il presidente dell'Antimafia Francesco Forgione, il sottosegretario all'Interno Marcella Lucidi e il vicecapo della polizia Nicola Cavaliere. Tra le personalità presenti, anche il principe Emanuele Filiberto di Savoia.

Manifestazione Oltre un centinaio di persone hanno partecipato questa mattina ad una manifestazione di solidarietà nei confronti dell'ispettore capo davanti allo stadio Massimino di Catania, sul luogo dove sono avvenuti gli scontri durante il derby con il Palermo. L'iniziativa spontanea è stata promossa da cittadini catanesi e da esponenti della società civile.

Tifosi femati Intanto proseguono le indagini degli inquirenti sulla guerriglia di venerdi sera. Un minorenne è stato fermato nel corso delle perquisizioni compiute nella notte dalla polizia in una ventina di sedi ultras del Catania. Il minorenne, riconosciuto attraverso foto e filmati, avrebbe lanciato oggetti contro le forze dell'ordine durante gli incidenti del 2 febbraio allo stadio Massimino.