Catania, Mourinho e i bastoni Il solito giorno di ordinaria follia

L'ad siciliano attacca il tecnico nerazzurro: &quot;Gli servono colpi sui denti&quot;. La replica del portoghese: &quot;Monaco? Io conosco solo il Bayern&quot;. Intanto stasera ad Atene parte la missione Champions. <strong><a href="/a.pic1?ID=290891">E la Roma affronta in casa i romeni del Cluj</a></strong>

Atene - Bastonate sui denti, cemento a presa rapida: il crescendo dell’ad del Catania Lo Monaco è sfuggito di mano e ora fa il giro d’Europa perché Mourinho risponde da Atene in conferenza stampa. Lo Monaco dice che José sabato sera ha offeso una città, «gli servirebbero delle bastonate sui denti» insiste a Radio Kiss Kiss, per poi rettificare che non è violenza: «Le bastonate sui denti? Solo metaforiche. Forse facevo meglio a dire che serviva il cemento a presa rapida per chiudergli la bocca».

Mourinho non si fa pregare: «Lo Monaco? Io conosco quello del Tibet, il Bayern di Monaco, il Gran premio di Monaco, il Principato di Monaco. Il signor Lo Monaco io non lo conosco. Se qualcuno mi ha scelto per farsi della pubblicità sono problemi suoi. Mi deve pagare». È triste ma Panathinaikos-Inter inizia in questo modo, con la società nerazzurra che pretenderà le scuse ufficiali del Catania per le dichiarazioni gravemente offensive del suo ad. Poi Mourinho mantiene la calma quando gli girano il commento di Ranieri sull’Inter che giocherebbe a una punta come il Chelsea del portoghese: «Ranieri ha detto questo? E ha aggiunto che quando questa Inter imparerà a giocare con una punta sarà la fine per tutti? Bene - ha risposto -, se è una provocazione non commento, se è un complimento lo ringrazio. Ma io gioco sempre per vincere».

Stavamo per chiederci come ci avrebbe spiazzato questa volta. Alla fine José fa outing davanti a tutti: «Prima di venire in Italia mi sono detto: il calcio italiano non cambierà la tua testa di uomo e di allenatore. Ho un contratto di tre anni, ora vorrei rimanere qui per sempre, ma di una cosa sono certo: quando andrò via da qui, andrò via con le mie idee, quelle con cui sono arrivato». Siccome potrebbe anche esserci un po’ di confusione, ecco che José va dritto al bersaglio grosso: «Da noi si dice che sbaglia i rigori chi li tira. Difficile che li sbagli chi non li tira mai. Quindi quando mi sento dire che l’Inter sbaglia tanti gol, rispondo che significa che crea tante azioni da gol. Sono d’accordo con chi ci critica, questa Inter dovrebbe segnare tre o quattro gol a partita e questa è la mia idea del calcio. Ma se il Panathinaikos dovesse vivere un momento fantastico e costringerci in difesa, noi dovremo essere bravi ad aspettare che arrivi un momento migliore». Adesso parla di calcio, gli chiedono se si sente l’allenatore di una delle squadre favorite e lui fa: «I bookmaker ci danno fra i favoriti, ma non conosco gente che si è arricchita dando ascolto ai bookmaker».

Adesso un po’ di Inter. L’ultima ha spiazzato tutti, un 4-2-3-1 che ha creato molto ma è stato come piantare chiodi nella sabbia. Mourinho magari ci riprova, ieri ha dato nove giocatori certi, senza svelare nulla. Zanetti, Cambiasso e Vieira in mezzo. A un certo punto gli è sfuggito il nome di Mancini, dato per certo. Gli altri potrebbero essere Ibrahimovic e Adriano, e allora giocherebbe con due punte, ma ci sta anche un Quaresma e allora sarebbe un 4-3-3: «Col Catania abbiamo giocato 50 minuti in 10 e 40 minuti con due ali, due centravanti e i due terzini più offensivi del calcio attuale», ha precisato per non regalare niente allo scontato.

Oggi fa 50 partite in Champions: «E qualcosa credo di aver capito - dice -. Non basta un’Inter normale, in Europa ogni squadra ha grandi motivazioni, vai a visionarla ma poi quando la incontri resti sempre sorpreso». Brutta faccenda per un allenatore che è stato messo sotto contratto per vincere la Champions League... «Chi ha detto questo - chiede Mourinho -? Moratti ha tanta esperienza e sa che non può chiedere una cosa del genere. A me non l’ha chiesto. Non voglio essere giudicato dalle mie vittorie e dalle mie sconfitte, questa è una competizione dove basta un dettaglio e sei fuori. Puoi fare una sola cosa, giocare al massimo livello gara dopo gara». Belle parole, gli dice un collega greco, ma poi se il Panathinaikos vi fa tre gol, come la mette con i tifosi? «Non ho mai sentito dire che i tifosi mangino i bambini...».