Catania resterà senza calcio per tutta la stagione

Otto turni in campo neutro e a porte chiuse: è questa la durissima sentenza che, quasi certamente, prenderà domani il giudice sportivo. Oggi le decisioni sui fischi dell’Olimpico e sul razzo di Bergamo

Catania senza più calcio fino alla prossima estate. È questo il provvedimento che domani mercoledì può arrivare dal giudice sportivo della Lega professionisti Gianpaolo Tosel alle prese con la sentenza più complicata e drammatica della sua carriera di successore del mitico Alberto Barbè. Catania senza più calcio vuol dire semplicemente questo: che da domenica - in calendario c’è la sfida interna contro la Fiorentina - la squadra allenata da Pasquale Marino dovrà cercarsi un altro stadio per disputare le proprie gare. La stangata è conseguenza diretta e inevitabile degli incidenti avvenuti durante e dopo Catania-Palermo e durante i quali perse la vita l’ispettore di polizia Filippo Raciti.
Sul tavolo del giudice sportivo, da ieri, campeggia un faldone costituito dalla relazione sui fatti presentata dall’ufficio indagine, arricchita da altri allegati, materiale sufficiente quindi per consentire anche al calcio di adottare i suoi provvedimenti. In questo specifico caso, si parlerà di squalifica del campo e di partite da disputarsi in campo neutro e a porte chiuse per accentuare il castigo nei confronti della tifoserie violenta. Al Catania non gioverà nella circostanza il precedente specifico, e cioè il provvedimento dello stesso tipo (due turni in campo neutro a porte chiuse) adottato per Catania-Messina, altro derby a fortissimo rischio. Non scappò il morto in quella occasione ma i rispettivi eserciti di ultrà si segnalarono per una particolare aggressività e i poliziotti addetti al servizio se la cavarono con una serie inquietante di feriti.
Tosel pubblicherà mercoledì pomeriggio la sua sentenza su Catania-Palermo (risultato già omologato). Per effetto della recidiva sulle spalle del club etneo, una possibile sanzione può essere la seguente: squalifica per otto turni a porte chiuse e in campo neutro. Quindi fino a fine campionato, il calcio è bandito dalla città di Catania. Pulvirenti, il presidente del Catania, e gli esperti della Lega dovranno cercare uno stadio alternativo, ricerca resa meno complicata dal fatto che non ci si dovrà preoccupare di impianti a norma, le porte chiuse di fatto allargheranno la forchetta. L’esilio del Catania calcio comincerà quindi da domenica prossima in occasione della sfida Catania-Fiorentina: la decisione deve essere adottata in tempi brevissimi per consentire ai viola di organizzare in tempo il proprio viaggio.
Domani arriva la stangata sul Catania ma per oggi è previsto l’intervento del giudice sportivo su Atalanta-Lazio e Roma-Parma. I due episodi segnalati dai rispettivi arbitri nei loro referti non possono passare sotto silenzio: in un caso si tratta del lancio di un fumogeno lanciato dall’esterno dello stadio, chiuso al pubblico, e finita sui gradoni della curva bergamasca deserta, nell’altro si tratta dei fischi provenienti dalla curva sud del tifo giallorosso durante il minuto di raccoglimento in onore di Filippo Raciti. Il prefetto di Roma Serra ha teorizzato, domenica sera intervenendo alla trasmissione di Italia 1 Controcampo, la vittoria del calcio sano «sugli imbecilli zittiti dagli applausi del resto della folla presente allo stadio». Anche la curva degli ultrà romanisti ha precedenti gravissimi. Nel 2006, a causa di uno striscione razzista, la Roma fu costretta a giocare a Rieti, a porte chiuse. Nella stagione in corso il club di Sensi è stato punito con multe per complessivi 200mila euro (per i petardi esplosi all’Olimpico). Di sicuro scatterà la diffida che è poi l’anticamera della squalifica del campo. Trema anche la Roma, perciò.