Catania, sei operai morti nel depuratore

I lavoratori stavano pulendo una vasca nel depuratore consortile di Mineo (<em>nella foto</em>). Il decesso per inalazione di sostanze tossiche. Quattro erano dipendenti comunali, due di un'azienda privata. Non indossavano protezioni. Sul posto vigili del fuoco, carabinieri, sindaco e magistrato. Il ministro Sacconi convoca imprese e sindacati

Catania - Sei operai che lavoravano nel depuratore consortile di Mineo, a 59 km da Catania, sono morti mentre stavano pulendo una vasca. Lo si apprende da carabinieri e vigili del fuoco già giunti sul posto. Secondo le prime informazioni gli opeari sarebbero stati uccisi dalle esalazioni sprigionate dalla vasca del depuratore, probabilmente satura di sostanze tossiche. Erano al lavoro per pulire il filtro della vasca. Quattro degli operai erano dipendenti comunali, due lavoraravano per un'azienda privata. Sul luogo della tragedia sta arrivando anche il magistrato.

Niente protezioni Le sei vittime della strage sul lavoro di Mineo non avevano protezioni delle vie aeree. Lo afferma il responsabile dei vigili del fuoco che sta operando nella vasca del depuratore consortile, Salvatore Spanò. "La vasca - spiega Spanò - si è presentata semi-vuota con della melma sul fondo e i sei cadaveri adagiati alcuni bocconi, altri a faccia in aria. Tutti irriconoscibili perchè impregnati di fango". All’interno della vasca una scala in alluminio attraverso la quale gli operai sarebbero scesi giù "per compiere lavori di manutenzione straordinaria". Secondo il comandante dei vigili del fuoco sarebbero morti "per esalazioni tossiche o per scarsa concentrazione di ossigeno".

Le vittime Gli operai morti sono quattro dipendenti comunali, uno dei quali sarebbe precario, e due dipendenti di una ditta privata, la Carfì di Ragusa, che si occupa della manutenzione del depuratore. I dipendenti comunali sono Giuseppe Zaccone, Giovanni Sofia, Giuseppe Palermo e Salvatore Pulici, quest'ultimo precario ex articolo 23. Tutti erano sposati con figli. Gli uomini sarebbero morti intossicati da esalazioni nocive mentre pulivano la vasca vuota del depuratore consortile di Mineo. Profonda circa 25 metri, la vasca era vuota e le esalazioni potrebbero essere fuoriuscite dal tombino sito sul fondo. Sul posto è intervenuto anche il nucleo speciale Nbcr (nucleare, biologico, chimico e radiologico) di Catania, oltre ai sommozzatori del capoluogo siciliano. In passato il depuratore non aveva mai dato problemi.

Impiegati sconvolti Nel comune di Mineo gli impiegati sono sconvolti. Al telefono una donna tra le lacrime dice: "Tra i morti ci sono quattro nostri colleghi. Il sindaco appena appresa la notizia è andato al depuratore dov’è avvenuta la tragedia". Mineo, 5.700 abitanti, si trova nell’entroterra catanese, a 59 km dal capoluogo, tra Caltagirone e Palagonia. È un paese di tradizioni agricole, molti produttori di olive, con un centro storico medievale. A Mineo nacque lo scrittore Luigi Capuana, uno dei padri del "verismo".

Sacconi Le organizzazioni più rappresentative del mondo dei lavoratori e delle imprese sono state convocate per domani pomeriggio dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, per affrontare il tema degli incidenti sul lavoro. Per Sacconi è urgente la predisposizione di "un piano nazionale di intensa collaborazione tra le parti sociali e le istituzioni per diffondere condizioni di sicurezza in tutti i luoghi di lavoro, attraverso i prioritari investimenti in prevenzione, formazione e informazione".