Catania, squalifica del campo fino al 30 giugno

Durissima la sentenza del giudice sportivo dopo la notte di violenza del derby con il Palermo in cui perse la vita l'ispettore Raciti. Il Massimino sarà a porte chiuse fino alla fine della stagione. Al club multa di 50mila euro

Roma - Squalifica del campo "Massimino" fino al 30 giugno 2007, con l'obbligo di disputare le gare a porte chiuse, e ammenda di 50mila euro per il Catania: è questa la sentenza del giudice sportivo Gianpaolo Tosel in relazione agli incidenti di Catania-Palermo dello scorso venerdì 2 febbraio, in cui perse la vita l'ispettore capo di polizia Filippo Raciti.

Il provvedimento Il giudice sportivo ha sciolto la riserva: Catania in campo neutro e a porte chiuse fino al termine della stagione. Il provvedimento con cui il giudice Gianpaolo Tosel motiva la sanzione ricostruisce gli avvenimenti di quel tragico 2 febbraio, che lo stesso organo disciplinare definisce "indelebili nella memoria e nella coscienza collettiva". In ordine cronologico, il giudice ricostruisce la terribile serata. I danni provocati dai tifosi catanesi prima della gara ai servizi igienici dello stadio, "l'ininterrotta esplosione" di petardi da parte della curva Nord durante il minuto di silenzio per la morte del dirigente Ermanno Licursi, la prima aggressione nei confronti delle forze dell'ordine al momento dell'arrivo allo stadio dei tifosi del Palermo (lancio di "ogni sorta di corpo contundente, quali pietre, bulloni, bastoni, attrezzature cartellonistiche, bombe carta").

Guerriglia E, infine, la guerriglia scatenatasi fuori dallo stadio: "le forze dell'ordine - scrive il giudice - divenivano il bersaglio di una serie ininterrotta di atti di incontenibile violenza, attuata secondo le consolidate metodiche della guerriglia urbana e localizzata prevalentemente nella zona dei varchi di accesso alla curva nord". Poi i lacrimogeni e la sospensione della partita. Gli incidenti, si legge, "si protraevano ancora per qualche tempo nella zona antistante lo stadio", con un bilancio finale di 62 poliziotti, 5 componenti delle ambulanze e 13 civili feriti. E la morte dell'ispettore Filippo Raciti, che il giudice ricostruisce attraverso la nota informativa del Procuratore della Repubblica di Catania.

Responsabilità La responsabilità della società etnea per gli atti di violenza dei propri tifosi è "inequivocabile» e il giudice sportivo "non ritiene di dover, né poter, distinguere in alcun modo tra quanto accaduto all'interno e quanto all'esterno dello stadio. L'intollerabile aggressione alle forze di polizia", si legge ancora, è stata "connotata da un'unicità di programmazione e da un coordinamento dell'azione che all'interno dello stadio si generava, si organizzava, si rafforzava e si alimentava". Nel provvedimento viene anche rilevata "l'assoluta inefficacia dissuasiva delle sanzioni già inflitte nel corso della stagione sportiva" al Catania, che infatti era diffidato.

Gravità Secondo il giudice, "l'eccezionale gravità degli eventi, la specifica reiterata recidività ed il concreto pericolo che il verificarsi di atti di violenza possa nuovamente porre a repentaglio la pubblica incolumità in occasione delle residue gare di questa stagione sportiva", giustificano la squalifica del campo fino al 30 giugno, l'obbligo di disputare le prossime gare interne a porte chiuse, e l'ammenda di 50mila euro.