Catania, il Tar ci riprova: "Aprite il Massimino ai tifosi"

La giustizia amministrativa siciliana torna ancora sulla decisione della giustizia sportiva, già annullata con una sentenza del 4 aprile, ma riabilitata in seguito dal Tar del Lazio. La querelle continua

Catania - Stadio riaperto ai tifosi del Catania. Lo ha stabilito una sentenza del tribunale amministrativo regionale etneo che ha annullato la squalifica del Massimino disposta dai giudici sportivi dopo gli incidenti del 2 febbraio scorso. Il Tar ha disposto anche il rimborso del costo della parte non usufruita dell'abbonamento agli 82 tifosi che hanno presentato ricorso e condannato la Figc a pagare mille euro ciascuno, ai ricorrenti, come risarcimenti danni morali e materiali.

Continua la querelle La decisione della camera di consiglio della quarta sezione del Tribunale amministrativo regionale di Catania è stata deposita oggi in segreteria e resa nota dall'avvocato Vincenzo Vitale, che assiste gli 82 abbonati che hanno presentato ricorso. Il 4 aprile scorso, con un decreto presidenziale, lo stesso Tar etneo aveva annullato le decisioni dei tre gradi di giustizia sportiva che hanno disposto la squalifica del Massimino e imposto di giocare le partite interne a porte chiuse fino al 30 giugno prossimo in seguito agli scontri del 2 febbraio scorso, durante Catania-Palermo, culminati con la morte dell'ispettore di polizia Filippo Raciti.

Il no del Tar del Lazio La decisione è stata impugnata dalla Figc davanti al Tar del Lazio, la cui terza sezione ter, in udienza collegiale, il 12 aprile scorso ha annullato il decreto presidenziale del Tribunale amministrativo regionale di Catania, richiamando nell'ordinanza la competenza territoriale a Roma per le vertenze che riguardano l'ordinamento sportivo. L'indomani si è svolta l'udienza camerale del Tar di Catania che oggi ha emesso la sentenza che entra subito in vigore.

Annullata la responsabilità oggettiva La quarta sezione del Tar di Catania, con la sentenza con cui riapre lo stadio ai tifosi etnei, ha anche annullato gli articoli 9 e 11 del regolamento della Figc sulla responsabilità oggettiva delle società per gli atti avvenuti al di fuori degli impianti di gioco. Articoli che diventano così non operativi. Lo ha reso noto il legale degli 82 abbonati ricorrenti, l'avvocato Vincenzo Vitale, spiegando che i giudici hanno ritenuto la norma anticostituzionale.