Catanzaro, accoltella il marito e uccide la figlia

La donna: "Non ci credo, la bambina non è morta". Il marito è in ospedale: colpito con una coltellata al torace, poi gli è stato strappato il lobo di un orecchio a morsi

Catanzaro - "Non ci credo, la bambina non è morta". È quanto ha detto Morena Loprete, 20 anni, dopo che è stata accompagnata nella caserma dei carabinieri del quartiere Gagliano. La donna, che non ha confessato l’omicidio della figlia, è in stato di choc e, agli investigatori, non ha saputo dare nessuna spiegazione circa la morte della bambina. Dagli accertamenti medico legali è emerso che la neonata, nata il 17 novembre scorso, ha più traumi sul corpo tra cui uno nella parte posteriore del cranio e uno alla pancia. Proprio per la presenza di più traumi gli investigatori ipotizzano che la neonata sia stata scaraventata a terra e non può essersi trattato di una caduta accidentale.

La lite Gli investigatori, attraverso la testimonianza dei vicini ed il racconto del convivente della donna, Donato Rosario, di 23 anni, hanno intanto ricostruito la dinamica di quanto accaduto. Poco prima della mezzanotte i due iniziano a litigare e Morena Loprete colpisce il marito con un coltello. L’uomo riesce a impossessarsi del coltello e la donna con un morso gli strappa il lobo dell’orecchio. L’uomo esce all’esterno dell’abitazione e la moglie, secondo gli investigatori, prima di raggiungerlo uccide la figlia. Poi Morena Loprete esce fuori dove trova un vicino , intervenuto per placare gli animi. Nell’abitazione giungono i medici del servizio 118 che trovano la neonata nella culla e, dopo averla poggiata sul letto, si accorgono che è morta. Donato viene portato in ospedale mentre Loprete è accompagnata negli uffici dei carabinieri dove è stata arrestata. Dopo l’arresto Morena Loprete è stata portata nel carcere di Castrovillari.

L'arresto È stata arrestata per la morte della figlia neonata, avvenuta per le gravi ferite alla testa dopo la caduta. La posizione della donna, con il passare delle ore, si è aggravata e dalla contestazione di partenza di omicidio colposo, iptizzata in un primo tempo, si è passati a quella di omicidio volontario. La donna, secondo quanto riferito dagli investigatori, è in stato di choc e il magistrato sta valutando se disporne il trasferimento in carcere o in una struttura ospedaliera. Nei suoi confronti anche le accuse di tentato omicidio nei confronti del marito.

Le liti frequenti Si erano intensificati dopo la nascita della bambina i litigi tra Rosario Donato e la convivente, Morena Loprete. I carabinieri hanno raccolto una serie di testimonianze dalle quali emerge che la coppia litigava spesso, probabilmente per motivi economici, e che dopo la nascita della loro figlia c’era un maggiore astio tra i due. La coppia convive da circa due anni nella piccola abitazione, di circa 30 metri quadrati, al piano terra nel centro storico del quartiere Gagliano di Catanzaro. I genitori della donna sono morti prematuramente quando lei era ancora minorenne e lei è stata affidata a una zia. Due anni fa i due hanno intrapreso una relazione sentimentale e hanno deciso di convivere. Il rapporto tra i due, così come emerge dalle testimonianze raccolte dai carabinieri, si è pian piano deteriorato a causa di litigi frequenti. Dopo i primi interrogatori della coppia non è stato ancora possibile chiarire - perché i due sono in stato di choc - il motivo che ha scatenato il litigio avvenuto ieri sera.