Catanzaro, De Magistris trasferito per "interviste inopportune"

Tra le motivazioni con cui il guardiasigilli Clemente Mastella avvia le sanzioni discplinari e il trasferimento di ufficio dei pm di Catanzaro De Magistris e Lombardi anche "fuga di notizie" e comportamento "inadeguato"

Catanzaro - E' bufera tra Mastella e la procura di Catanzaro. E più nel dettaglio tra il guardiasigilli e il procuratore generale Mariano Lombardi e il sostituto procuratore calabrese Luigi De Magistris, che ha avviato le inchieste Poseidone e Why not nelle quali denunciava lobby di potere e associazioni massoniche, nell'ambito delle quali ha iscritto nel registro degli indagati anche il capo del governo Romano Prodi. Gli ispettori del ministro nella relazione con cui hanno chiesto e ottenuto l'avvio dell'azione disciplinare e il trasferimento d'ufficio per il pm, come misura cautelare, sostengono che De Magistris abbia gestito il suo ufficio "in modo macroscopicamente inadeguato".

Accolti due traferimenti su 5 Il ministro della Giustizia Mastella ha accolto solo in parte le richieste contenute nella relazione dei suoi ispettori sugli uffici giudiziari di Potenza, che solo per gli aspetti legati alla gestione dell’indagine sulle toghe lucane si occupa anche di quelli Catanzaro. I suoi 007 infatti oltre al trasferimento in via cautelare del sostituto procuratore di Catanzaro Luigi De Magistris e del suo capo Mariano Lombardi avevano chiesto di mandar via con un provvedimento d’urgenza anche i gip di Potenza Alberto Iannuzzi e Rocco Pavese, e il sostituto procuratore Vincenzo Montemurro, ritenendo ugualmente gravi le condotte loro addebitate e accertate durante l’ispezione.

Grave negligenza Per "grave e inescusabile negligenza e inammissibile superficialità", De Magistris - accusano gli ispettori - ha omesso "di far rispettare le disposizioni" sull’ organizzazione, sul controllo dell’attività del suo ufficio e sulla sua sicurezza a indagini ancora aperte sulle "toghe lucane". Con il risultato che ci sono state "gravi e sistematiche violazioni del segreto dei relativi atti".

Scomparsi gli atti dell'inchiesta di De Magistris Non solo sono stati pubblicati dal "Corriere della Sera" il contenuto e interi stralci dei verbali degli interrogatori resi a De Magistris dai colleghi di Potenza Vincenzo Montemurro, Rocco Pavese e Alberto Iannuzzi, che erano stati sentiti come persone informate sui fatti, fanno osservare gli ispettori. Ma è andato "smarrito l’intero sottofascicolo delle intercettazioni" compiute nell’ambito del procedimento ed è stato "sottratto" il computer portatile di "uno dei più stretti collaboratori" del pm , un maresciallo della guardia di finanza di Catanzaro, "contenente tutti gli atti" dell’indagine.

Interviste inopportune "Fuga notizie e interviste inopportune". Sono tra i motivi per cui Mastella chiede il trasferimento dei pm De Magistris e Lombardi da Catanzaro. In particolare, i pm a titolo diverso, sono chiamati a rispondere dal Guardasigilli per le fughe di notizie sull’inchiesta sulle toghe lucane, interviste giudicate "inopportune" e le motivazioni del decreto di perquisizione emesso nei confronti del Procuratore generale di Potenza Tufano, contenenti elementi non necessari.

Gravi anomalie nell'inchiesta sulle toghe lucane Le "gravi anomalie" che hanno connotato l’inchiesta sulle toghe lucane, hanno determinato "disastrose conseguenze sull’amministrazione della giustizia penale nel distretto giudiziario della Basilicata". Così gli ispettori del ministro Mastella motivano la richiesta al Guardasigilli di avviare l’azione disciplinare e di sollecitare il trasferimento a altra sede e ufficio del sostituto procuratore De Magistris e del procuratore capo di Catanzaro Lombardi.