La catastrofe di Ceresa a Torino

Il signor Baratti, «quel vampirello sdentato», lo smilzo ottico in pensione, è scomparso. È la prima cosa di cui si accorge Giovanni Ceresa, docente di filosofia. Le indagini nel condominio torinese lo porteranno a scoprire i terrificanti contorni di un’apocalisse mentale. Allora tiene un diario: la popolazione perde la memoria, gli autobus travolgono i passanti, la crisi economica aggrava tutto. Con linguaggio limpido che a volte ricorda il visionario Dino Buzzati, Alessandro De Roma, già autore del bellissimo Vita e morte di Ludovico Lauter, tratteggia in La fine dei giorni (Il Maestrale, pagg. 288, euro 15) il male oscuro di una società vittima di strane «tecniche di condizionamento mentale». Non è fantascienza, semmai è metafora dell’alternanza tra follia e disegno politico.