Il Catechismo di Pio X bestseller per grazia di Dio

Cent’anni fa papa Sarto promulgava il testo base della dottrina cattolica. Oggi il nuovo compendio ha già venduto 625mila copie

Il centenario è passato del tutto inosservato. Lo scorso 14 giugno sono passati cento anni da quando Pio X firmava la lettera al cardinale Vicario Respighi promulgando il Catechismo sul quale si sono formate generazioni di credenti in tutto il mondo. Doveva rimanere un testo in vigore soltanto per la diocesi di Roma, è diventato il testo adottato per tutta la Chiesa fino al Concilio Vaticano II; un libretto sintetico che si apriva con queste due domande e risposte: «Siete voi cristiano? Sì, io sono cristiano per grazia di Dio», e «Perché dite voi: per grazia di Dio? Io dico: per grazia di Dio, perché l’essere cristiano è un dono tutto gratuito di Dio, che noi non abbiamo potuto meritare». Un incipit tutto dedicato alla grazia e alla gratuità del dono della fede.
Il testo dell’ultimo Pontefice proclamato santo dalla Chiesa cattolica, nella sua versione integrale, era composto da 993 domande e risposte: da questo vennero successivamente tratte versioni più ridotte, usate nelle parrocchie per studiare «la dottrina». L’intuizione di Papa Sarto nasceva dal suo essere stato parroco e dall’aver trascorso molti anni dedicandosi alla catechesi spicciola.
In occasione del centenario, il «Progetto editoriale Mariano» (www.pemlibri.it), editore cattolico padovano, l’ha ripubblicato, mettendo nel retro copertina le foto di Pio X e quella di Papa Ratzinger con questa intestazione: «Un documento storico di perenne valore dottrinale modello di tutti i Catechismo. Con gratitudine a Benedetto XVI per il dono del Compendio del nuovo Catechismo della dottrina cristiana». Non una contrapposizione, dunque, al nuovo testo che il Pontefice ha promulgato proprio lo scorso giugno e che riprende dal Catechismo di Pio X proprio la struttura a domanda e risposta. Il Compendio firmato da Ratzinger, pubblicato da San Paolo e dalla Libreria editrice Vaticana in due edizioni diverse, viene venduto anche nei supermercati e negli autogrill. È diventato un vero best seller: nei primi due mesi di diffusione, vale a dire luglio e agosto, in Italia ne sono state vendute 625mila copie.
Nel 2003, per spiegare la necessità di questo agile strumento di catechesi, l’allora cardinale Joseph Ratzinger aveva detto: «Senza voler condannare nessuno è evidente che oggi l’ignoranza religiosa è tremenda, basta parlare con le nuove generazioni... Nel postconcilio evidentemente non si è riusciti concretamente a trasmettere i contenuti della fede cristiana». Divenuto Benedetto XVI, nell’incontro con il clero della Val d’Aosta, lo scorso 25 luglio, il Papa parlando del Compendio ha confermato: «Penso che sia un libro realmente molto utile, dove si ha la summa di quanto è contenuto nel grande Catechismo e in questo senso mi sembra possa corrispondere oggi al Catechismo di Pio X». E a Colonia, al milione di giovani accorsi in Germania per la Giornata mondiale della Gioventù, Papa Ratzinger ha di nuovo raccomandato il Compendio del Catechismo.
Ma vale certamente la pena avere in biblioteca anche il testo di san Pio X, caduto nell’oblio più totale perché poco «moderno» rispetto ad altri testi di catechesi. Sono stati però questi ultimi a rivelarsi inefficaci, mentre il vecchio manualetto di dottrina è tornato ad essere un modello. All’oblio di questo testo, oltre che il rinnovamento post-conciliare, ha contribuito una storiografia ideologicamente avversa al grande Pontefice veneto, la cui figura è stata continuamente «schiacciata» soltanto nella polemica antimodernista, mettendo in secondo piano le sue importanti riforme che hanno davvero rinnovato la Chiesa chiudendo definitivamente l’epoca del potere temporale.