Catene a San Marco contro il panino-selvaggio

Multe da 25 a 500 euro per gli incivili del pranzo al sacco. Il "salotto" di Venezia si trasforma ogni giorno in un bivacco a cielo aperto. L'assessore al decoro: "Piazzetta Leoncini sarà transennata. Nessuno potrà sedersi sui gradini"

La fame è fame. Non c’è divieto che possa bloccarla. Così a Venezia, in piazza San Marco, quando arriva l’ora del brunch, i lord del companatico sfoderano il meglio della produzione culinaria fatta in casa e se la gustano circondati da un panorama unico al mondo. E più i gourmet del panino-selvaggio mangiano a ridosso della basilica, più l’estasi aumenta: una specie di sindrome di Stendhal dai connotati artistico-gastronomici.

Lo spettacolo non sarà il massimo, ma è inevitabile in una città dove, per andare a ristorante, bisogna accendere un mutuo. Anche i prezzi ai chioschi sono da infarto: panino e acqua minerale, 8 euro. Allora «pranzo a sacco» tutta la vita. E chi se ne importa se i «volontari del decoro» (alias gli «Angeli di Venezia») vengono a dirti che lì, sulle gradinate dell’Ala Napoleonica, il pic nic non si può proprio fare.

L’anno scorso un’inchiesta del Giornale dimostrò l’inutilità del lavoro svolto dalle simpatiche ragazze della Vesta (la società che ha il compito di tenere Venezia pulita) che pattugliavano piazza San Marco cercando di trasformare i turisti maleducati in persone civili.
Risultato: la gente continuava tranquillamente a banchettare usando come tavolini i cartelloni che annunciavano il «divieto di consumare cibo nell’area della piazza». Dopo qualche tempo gli «Angeli» smisero di volare e tutto fu affidato alla «cultura del rispetto» del singolo turista. Ma per un ospite che ha la sensibilità di non trasformare la piazza in un bivacco, ce ne sono dieci che non aspettano altro che di lasciare rifiuti ovunque.

Ora però il Comune ha deciso di ricorrere alle maniere forti: transenne, catene e vigili urbani pronti a multare i vandali del take away. Dalla prossima settimana, ad esempio, la piazzetta dei Leoncini sarà inibita agli hooligan del menù da asporto. «C’è molta preoccupazione - dice l’assessore al Decoro, Augusto Salvadori - per il fatto che il "salotto" della nostra città rischi di diventare un’area di permanente bivacco. Questa volta, però, non ripeteremo l’errore di due anni fa: le barriere saranno formate infatti da tre catene, una sopra l’altra in modo che nessuno riesca a sedersi».

«Tre catene, una sopra l’altra», ma la Sovrintendenza alle belle arti cosa dice? «La dottoressa Codello è già stata informata ed è d’accordo. Non resta che passare alla fase operativa», replica Salvadori. Intanto sono già riapparsi i graffiti che recentemente erano stati puliti dalle colonne delle Procuratie Nuove; danneggiati pure molti dei distributori di sacchetti per raccogliere le «deiezioni canine».

In teoria le multe (da 25 a 500 euro) sono previste, ma a scarseggiare sono i vigili urbani che dovrebbero appiopparle.
Ma Salvadori non si rassegna: «Gli Angeli di Venezia torneranno in azione, previa la riorganizzazione del servizio in collaborazione con un numero sufficiente di vigili per assicurare la continuità della sorveglianza per tutto il giorno». Ma gli agenti della polizia municipale già mettono le mani avanti: «Noi interveniamo solo nei casi estremi».
E quali sarebbero questi «casi estremi»? «Una volta abbiamo sanzionato una famiglia che stava facendo una grigliata di carne sotto sul sagrato mentre un altro turista stava friggendosi una frittata su un fornellino da campo».

Ammontare della contravvenzione? «Il minimo, 25 euro». Esattamente il prezzo richiesto per due spritz al tavolo del Caffè Florian.