Cater Allen esce dal Lingotto

Con il passare dei giorni e andandosi a spulciare le comunicazioni Consob, si riesce a posteriori a individuare qualche socio dei torinesi nella silenziosa scalata che ha riportato l’Ifil al 30,06 per cento di Fiat. Dopo Ing compare adesso la Cater Allen che ha fatto una comparsa estiva nel capitale torinese: con la solita procedura. Una dichiarazione ufficiale di aver superato il 2 per cento. E il silenzio, che la legge concede fino al superamento della quota del 5 per cento. Porzione di capitale che ovviamente si sono tutti ben guardati da superare, per non ingenerare pericolosi sospetti. Cater Allen è una banca inglese con duecento anni di storia. E da qualche anno fa parte del gruppo Abbey. La sua comunicazione in Fiat è di giugno. Il mese prima, a maggio, era uscita allo scoperto Ing con il 3,15 per cento. Mentre ad Aprile, quando in realtà l’operazione di equity swap ha preso forma, aveva fatto le sue comunicazioni Merrill Lynch, dichiarando poco più del 2 per cento. Tre pacchetti che sommati fanno l’8,2 per cento di Fiat. Più o meno quanto è servito all’Ifil per compensare la diluizione del convertendo.