Caterina

Dottore della Chiesa, nacque a Siena nel 1347, figlia di un tintore. Era la penultima, e gemella, di venticinque figli. A sei anni ebbe la sua prima visione di Cristo (con Pietro, Paolo e Giovanni). Quando fu l’ora del maritaggio, il padre la vide pregare con una colomba che le aleggiava sul capo; allora le permise di farsi terziaria domenicana e dedicarsi all’assistenza a malati e carcerati. Nel 1370 il Signore scambiò il suo cuore con quello di lei. Arrivarono i primi discepoli, che i senesi canzonavano chiamandoli «caterinati». Caterina, imparato a leggere, cominciò a inviare lettere a personalità politiche di rilievo. Nel 1374 a Firenze si prodigò per gli appestati. L’anno dopo distolse Pisa e Lucca dalla lega antipapale con Firenze. A Pisa ricevette le stimmate da un crocifisso in una chiesa lungo l’Arno. Nel 1376 si recò ad Avignone, dove convinse il papa Gregorio XI a rientrare a Roma. Tornata a Siena, fondò il monastero di Santa Maria degli Angeli. Nel 1378 venne mandata dal papa a Firenze a trattare la pace. Ma morì il pontefice e gli successe Urbano VI, cui il collegio cardinalizio oppose Clemente VII: iniziava lo Scisma d’Occidente. Urbano VI chiamò Caterina a Roma e lei appoggiò la sua causa, scrivendo a principi e cardinali per dimostrarne la legittimità. Nel 1380, mentre la santa era a Roma (si portava ogni mattina in San Pietro e passava l’intera giornata in preghiera), il popolo romano si ribellò a Urbano VI. Ma ormai la salute di Caterina era agli sgoccioli. Finì immobilizzata a letto e morì in pochi mesi. Fu Pio XII nel 1939 a proclamarla Patrona d’Italia.