Catricalà: «L’indagine è un atto dovuto»

da Milano

La benzina resta al centro dell’attenzione, e su due fronti: quello delle nove compagnie, accusate dall’Antitrust di aver fatto un cartello per controllare i prezzi, e quello dei gestori degli impianti di carburante che non ne vogliono sapere dell’arrivo della concorrenza della grande distribuzione. «L’indagine sulla benzina è un atto dovuto - ha detto il presidente dell’Antitrust, Antonio Catricalà - abbiamo un anno e qualche mese per concludere, non voglio correre il rischio di un annullamento giuridico». Le compagnie ostentano tranquillità, Erg si è dichiarata estranea, mentre il titolo Eni ha chiuso in crescita dello 0,73%, grazie anche al prezzo del petrolio in rialzo: «Credo che i petrolieri sapranno difendersi molto bene, lo hanno fatto già cinque anni fa e lo sapranno fare anche oggi», ha commentato il presidente di Assonime ed ex amministratore delegato dell’Eni, Vittorio Mincato. «Sono convinto che le aziende riusciranno a dimostrare la loro estraneità a qualsiasi attività non consentita», ha detto Pasquale De Vita, presidente dell’Unione petrolifera. «Le distorsioni del mercato sono innegabili - ha ribattuto Umberto Carpi, consigliere per l’Energia del ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani - a Natale, mentre non calava il prezzo della benzina, sull’extrarete c’erano sconti di 3,5-4 centesimi al litro. Sulla rete invece le società non applicavano alcuno sconto». Quanto alle misure di liberalizzazione sul settore carburanti, Carpi si è detto favorevole alla concertazione, ma contrario a un disegno di legge sotto dettatura. Le associazioni dei consumatori, da parte loro, arrivano a ipotizzare risarcimenti «pari a 4,4 miliardi di euro», come fa il Codacons.
Intanto, si conoscerà settimana prossima la decisione del Tar del Lazio sulla vicenda delle multe inflitte dall’Antitrust a sei compagnie petrolifere per «un’intesa restrittiva della concorrenza» nei rifornimenti di carburante per aerei. Il 20 giugno scorso l’Antitrust aveva inflitto multe per complessivi 315,4 milioni di euro.
Sul fronte dei distributori di carburante, le associazioni dei gestori affermano che il via libera agli ipermercati rischia di «sconvolgere il mercato dei carburanti», mentre la Cgia di Mestre sostiene che in Lombardia e Campania l’apertura di punti di vendita presso i supermercati «rischia di far chiudere moltissimi piccoli benzinai».