Fra Cats e Faust gli Arcimboldi come Broadway

Il cartellone del Teatro della Bicocca spazia dai classici alle novità: 170 le alzate di sipario

La sfida? «Fare una programmazione che dia identità e personalità al teatro». In queste poche parole, firmate Gianni Morelenbaum, sta il manifesto della prima stagione degli Arcimboldi. Centosettanta spettacoli per 30 titoli in prima nazionale e un’anteprima mondiale: il frutto dell’assiduo di lavoro di Morelenbaum, che, nominato consulente artistico degli Arcimboldi a luglio, è riuscito a confezionare un cartellone assolutamente degno di nota in poco più di due mesi. Per quest’anno infatti la gestione del teatro è stata affidata ai Pomeriggi Musicali, sostenuti da Comune e da Regione con un contributo di un milione e 100mila euro ciascuno. Dall’anno prossimo invece il «piroscafo» firmato Gregotti diventerà una fondazione autonoma.
«Non è facile riempire 2.400 posti» mette le mani avanti Morelenbaum, combattuto tra la paura di non farcela e la soddisfazione per un cartellone ricco e trasversale, intitolato «Diaspore, famiglie e nuove tribù». «Viviamo in un mondo con molteplici baricentri culturali - riflette il consulente artistico -. La stessa cultura europea si è vista opporre tradizioni diverse. E la molteplicità continua nel presente: l’avvento di Internet, infatti, genera continuamente codici creativi. Abbiamo quindi scelto segmenti particolarmente significativi dei diversi linguaggi».
Il primo segmento che salta all’occhio, a sua volta simbolo di melting pot, è l’omaggio allo stato di Israele, che festeggia quest’anno i 60 anni. «Quando Israele danza e canta» offre uno spettacolo della scena culturale e artistica del Paese: dalla tradizione etiopica e yemenita riletta in chiave contemporanea da Idan Raichel (22 gennaio) alla Israeli Jazz Orchestra del virtuoso trombonista Avi Leboch (27 febbraio), passando in punta di piedi per la Kibbutz Contemporary Dance Company (22 maggio). «Israele in genere fa notizia solo per quella che è la sua complessa situazione geopolitica - è l’amaro commento di Elazar Cohen, viceambasciatore di Israele - ma il nostro è un Paese con tante facce, tante offerte, avanzato sia culturalmente che tecnologicamente».
Anche la tecnologia e la sperimentazione salgono sull’immenso palco della Bicocca: inaugurano la stagione il 22 novembre i The Light Surgeon con una prima italiana: «True fiction. New Adventure in folklore». Architetti e deejay inglesi danno la loro interpretazione, in chiave luminosa, di quello che è il folklore oggi, il suono della natura, invece, filtrato dall’elettronica sperimentale di Biosphere e Agostino Di Scipio sarà il 16 gennaio in anteprima mondiale. Il 24 luglio i milanesi Studio Azzurro, che inaugurano a Bruxelles la rassegna internazionale Invideo, presentano per la prima volta in 25 anni di onorata carriera, il loro spettacolo «Galileo all’Inferno».
Un tuffo nel passato, la traversata dell'Atlantico ed eccoci a Broadway: il 19 febbraio calcheranno le scene «Porgy & Bess» di Gershwin, mentre il 3 giugno toccherà a «Cats» di Andrew Lloyd Webber. L’8 maggio «Money» di Gene Pritsker, giovane compositore americano di grande esperienza, sarà la prima opera hip hop in assoluto a salire su un palco. Tecnologia ed effetti speciali, ma un tocco di classicità non guasta mai: Morelenbaum tira fuori dal cilindro le Sinfonie di Beethoven interpretate dall’Orchestra Symphonica Toscanini per la bacchetta di Lorin Maazel e Zubin Mehta.