«Cats» e «Il pianeta proibito» ora il musical parla italiano

MilanoL’esordio trionfale di Cats made in Italy, il grande ritorno al futuro di Aggiungi un posto a tavola con Johnny Dorelli alla regia e il figlio Gianluca Guidi in scena, lo spettacolo nuovo di zecca di una veterana come Lorella Cuccarini (Il pianeta proibito), il debutto della versione italiana di La bella e la bestia; la replica del kolossal cento per cento tricolore (Pinocchio) e l’ennesima tournée della versione italiana di Grease (che comincia in marzo). E ancora: Hairspray adattato da Massimo Romeo Piparo (che ha già firmato Jesus Christ Superstar, Tommy e My Fair Lady) con Stefano Masciarelli; quello di Pippi Calzelunghe supervisionato da Gigi Proietti; Robin Hood con Manuel Frattini (che sul palcoscenico è già stato Pinocchio e Peter Pan); la seconda stagione di Poveri ma belli (musiche di Gianni Togni, regia di Massimo Ranieri)...
Insomma, il musical parla anzi, canta, sempre più italiano. Innanzitutto grazie alle grandi produzioni, come quelle della Compagnia della Rancia, che quest’anno ha presentato la versione nostrana di Cats e che verso la fine degli anni Novanta, con Grease, aveva puntato su un genere che da noi non sembrava avere grande futuro e aveva rilanciato con successo realizzando Dance!, Pinocchio, Bulli e pupe, Cantando sotto la pioggia... E quelle della Stage Entertainment, che nel 1999 ha iniziato l’attività con l’intento dichiarato di portare Broadway in Europa e che ha realizzato le versioni olandesi, spagnole, tedesche, francesi, russe e naturalmente italiane de Il fantasma dell’opera, Dirty Dancing, Evita, Il re leone e l’ultima arrivata La bella e la bestia.
Ma il musical parla sempre più italiano soprattutto grazie al pubblico che fa la coda ai botteghini degli spettacoli dal vivo, per biglietti che a volte sono tutt’altro che economici, mostrando di essere sensibile al fascino della narrazione rappresentata «in carne e ossa» che unisce canto, coreografia e azione. E che in molti casi è capace di emozionare adulti e bambini. Quando si dice che in tempi di crisi la gente va a teatro probabilmente si intende dire che lo fanno le famiglie...
Le tre grandi novità della stagione, quelle che con i loro successi stanno determinando la rinascita del musical italofono sono Cats che ha superato le cento repliche, Il pianeta proibito e La bella e la bestia.
Nel primo (regia di Saverio Marconi, coreografie di Daniel Ezralow, costumi di Enrico Coveri, che è stato l’unico «adattatore» straniero ad avere carta bianca dai titolari americani) si esibiscono senza risparmiarsi, accompagnati da un’orchestra di venti musicisti, ventidue scatenati cantanti-ballerini-acrobati che celebrano, da gatti magici, una misteriosa e toccante festa. A fronte di una prevendita subito sold out, a Milano hanno dovuto aggiungere uno spettacolo pomeridiano supplementare. E d’altra parte è il musical dei record mondiali.
Il secondo, con la Cuccarini, Attilio Fontana, Pietro Pignatelli e i ragazzi di X Factor, è la versione italiana di quel musical inglese che una ventina d’anni fa, frullando in uno scenario fantascientifico citazioni shakespeariane, effetti speciali e cover degli anni Sessanta e Settanta, aveva vinto l’Olivier Award. Dopo Roma (fino a oggi) sarà a Milano, Torino, Firenze... per terminare la tournée a Bari il 21 aprile.
La bella e la bestia, musical chiuso a malincuore dalla Disney (dopo 13 anni e 5.000 repliche solo a New York) per lanciare il nuovo show La sirenetta, ha debuttato a Milano in ottobre con Arianna-Belle e Michel Altieri-Bestia. Dopo oltre 150mila biglietti venduti, ormai si prenota già per aprile.
Ma non ci sono solo i grandi spettacoli, che non tutti i teatri possono ospitare, ma anche quelli cosiddetti minori, che possono essere rappresentati in provincia. Come il cabaret che strizza l’occhio al Quartetto Cetra di Oblivision Show (regia di Gioele Dix), il dramma con musiche La strada da Fellini, il superclassico Il libro della giungla (con la collaborazione di Vince Tempera) e il nostalgico 80 voglia di 80 (la colonna sonora dell’ormai giurassico edonismo reganiano). E sono le produzioni alternative a farsi strada, alimentando anch’esse il successo del musical nostrano con il tam tam mediatico. Come l’adattamento della storia politicamente scorretta di Avenue Q (in italiano Avenue Q - Via della Sfiga), che nel 2003 in pochi mesi è passata dai locali d’avanguardia a Broadway e che in Italia alla sua prima stagione ha portato i suoi pupazzi irriverenti in un tour iniziato in ottobre a Bologna che si concluderà ad Assisi in marzo.