"Cats", uno spettacolo coi baffi

Domani al Teatro della Luna la versione italiana messa in scena dalla
Compagnia della Rancia. Ritorno a Milano dopo 160 repliche con 200mila
spettatori: "Ora la fiaba è diventata contemporanea"

Hanno lasciato il segno (anzi, il graffio) e quindi ritornano a grande richiesta. Sono i gatti jellicle più famosi del mondo, quegli sfuggevoli, scattanti, misteriosi protagonisti di Cats, il musical di Sir Andrew Lloyd Webber che alla fine di quest'anno festeggeranno i trent'anni di vita nei teatri di tutto il mondo.
Tornano a Milano - al Teatro della Luna al 26 ottobre al 7 novembre (ore 21, ingresso 74-23 euro, info 199.12.88.00) - dopo un viaggio su e giù per l'Italia che ha raccolto duecentomila spettatori in oltre centosessanta repliche, e la buona notizia è che questo Cats, portato in scena dalla Compagnia della Rancia con la regia dello specialista Saverio Marconi, è per la prima volta in versione italiana. Dopo ventisei paesi e dieci traduzioni in altrettante lingue (tra cui coreano, giapponese e finlandese), Cats canta e miagola nella lingua di Dante, e la cosa non è da poco: la Compagnia della Rancia è riuscita infatti ("dopo anni di corteggiamento", rivela Saverio Marconi) ad ottenere il placet di Lloyd Webber e della sua società detentrice dei diritti, il Really Useful Group, per una versione che aggiunge all'italiano fondamentali novità nelle coreografie, nei costumi (della maison Coveri) e nelle scenografie.
Il Cats italiano torna dunque sulla piazza milanese con quelle novità coreografiche che hanno divertito il pubblico (anche quello appassionato del Cats originale) e che portano la firma di Daniel Ezralow. "Il nostro Cats - ha spiegato Marconi - si sposta dal 1981 (l'anno d'esordio del musical, al New London Theatre di Londra, ndr) al contemporaneo. La scena non è più solo una discarica, come nella versione originale: i gatti si muovono all'interno di un luna park, sfruttano gli oggetti che vi trovano abbandonati. Ezralow ha aggiunto ai balletti originali una serie di movimenti felini, insistendo su qualche tic tipico dei gatti".
A sostenere la magica fiaba di accettazione del diverso, morte e resurrezione tra gatti - un testo a dire il vero "difficile" per un musical, ispirato al racconto di T.S. Eliot "Old Possum's Book of Practical Cats" - saranno le orchestrazioni di Vincenzo Latorre, che dirige dal vivo un'orchestra di sedici elementi. Latorre ha collaborato anche alla stesura delle liriche in italiano e "con lui - ricorda Marconi - ci siamo resi conto come la lingua italiana si prestasse egregiamente alle melodie di questo musical, che è tra i più melodici e cantabili di Webber". Insomma, il Cats tricolore, da un anno viandante tra i teatri italiani, sembra essere calato al momento giusto: "Le cose sono cambiate in Italia negli ultimi anni - rivela Marconi - fino a qualche anno fa era difficile trovare giovani completi sui tre fronti del canto, della danza e della recitazione. Gli specialisti del musical anglosassoni, un tempo diffidenti verso gli italiani, stanno rivedendo le proprie posizioni".
Grazie a Cats ma anche grazie a un altro allestimento della Compagnia della Rancia: Marconi è infatti appena tornato da New York (erano i giorni del Columbus Day), dove ha portato Pinocchio, sulle musiche dei Pooh, con Manuel Frattini protagonista. Risultato? Standing ovation all'anteprima in scena alla Kaye Playhouse. Era dal 1964, dai tempi di Rugantino, che un musical italiano non attraversava l'oceano. Marconi e il suo staff non hanno perso l'occasione di seguire diversi show a Broadway: nel blocchetto degli appunti, forse, c'è già il titolo del prossimo musical firmato dalla Rancia.