Cattaneo: «Mezzi pubblici, passeggeri raddoppiati»

«Abbiamo un sistema di trasporti arretrato, inaccettabile». È pesante l’accusa che Legambiente lancia contro la mobilità collettiva. E ovviamente la risposta dell’assessore lombardo alle Infrastrutture Raffaele Cattaneo non si fa attendere: «In realtà, in dieci anni i passeggeri sono aumentati dell’85%».
Criticando le misure d’emergenza contro lo smog di Pisapia (con relativa retromarcia), gli ambientalisti sostengono che il fallimento del blocco del traffico sia servito a «rendere chiaro che a Milano e in Lombardia subiamo un gravissimo ritardo nella dotazione di servizi per la mobilità collettiva, che va imputato a chi ha governato questi territori negli ultimi 20 anni. Non è accettabile - aggiunge il presidente di Legambiente Lombardia, Damiano Di Simine - che la maggiore metropoli del sud Europa sia costretta a scongiurare l’ipotesi di un aumento degli utenti del trasporto collettivo, perché non sarebbe in grado di farvi fronte. Bisogna agire su questo stato di cose». Come se nel frattempo la Regione fosse stata con le meni in mano.
«Non si risolve il problema mettendo in cantiere le 11 nuove autostrade previste nella programmazione regionale - incalza Legambiente - ma concentrando tutte le risorse finanziarie e tecniche sul potenziamento e soprattutto sull’efficientamento dei servizi di mobilità collettiva, oggi troppo costosi per le finanze pubbliche».
A mettere in chiaro i numeri del miglioramento del trasporto pubblico è l’assessore Cattaneo: «Dal 2001 al 2011 in Lombardia siamo passati da una produzione annua di 28 milioni a 39 milioni di treni/km (con una crescita del 40 per cento) e da 350mila a 650mila passeggeri (con un aumento dell’85 per cento)». Inoltre sul piano del potenziamento infrastrutturale, «soltanto nel 2011 abbiamo aperto sei nuove stazioni della metropolitana milanese, 4 sulla M3 verso Comasina e 2 sulla M2 verso Assago; entro il 2015 realizzeremo 95 km di nuova rete ferroviaria e 57 km di nuova rete metropolitana. Che cosa sono questi se non investimenti strutturali? Delle due l’una: o Legambiente è male informata o è in mala fede».