Cattaneo: "Va bene i pedaggi ma i soldi devono restare qui"

L’assessore regionale sulla possibilità di nuovi ticket: "Le grandi opere ce le finanziamo da soli da sempre". E sulle Province: "C’è demagogia,
vanno aboliti
gli sprechi
non gli enti"

Bene i pedaggi in tangenziale. A patto che i soldi restino in Lombardia per costruire strade e autostrade. «I tagli della Finanziaria? Possiamo preoccuparci meno di altre regioni perché con scelta lungimirante già anni fa abbiamo scelto di autofinanziare le infrastrutture. Di non aspettare soltanto i soldi dello Stato». Detto questo Raffaele Cattaneo, assessore regionale a Infrastrutture e Mobilità, non nega che le difficoltà ci siano.
Assessore Cattaneo, c’è da preoccuparsi o no?
«Chiaro che non c’è da minimizzare di fronte a tagli significativi».
Roberto Formigoni guida la rivolta dei governatori.
«Problemi ci sono, ma per le grandi opere mi permetto di essere meno preoccupato».
I soldi dove li trova?
«Bre-Be-Mi e Tem sono costruite in project financing, sono interamente autofinanziate e non hanno bisogno di nemmeno un euro di contributo pubblico».
Per il resto?
«Nella Pedemontana l’apporto del governo è pari a un quarto. Più problemi casomai ci sono per i collegamenti ferroviari».
Difficoltà per le grandi opere legate all’Expo?
«Mi sembra che il ministro Giulio Tremonti abbia assicurato di considerare l’Expo una priorità e che quindi non ci saranno tagli per le grandi opere».
La Finanziaria prevede possibili pedaggi anche in tangenziale.
«Segnale molto chiaro, se vogliamo costruire infrastrutture dobbiamo essere in grado di trovare le risorse».
Sempre nelle tasche dei pendolari?
«L’alternativa è non pagare un pedaggio, ma non avere nuove autostrade».
Al Sud le autostrade non si pagano, a Roma il grande raccordo anulare è gratis.
«La scelta è politica, dobbiamo dire chiaro che i pedaggi rimarranno sul territorio per costruire nuove infrastrutture».
Fa il leghista?
«Basta buttare i nostri soldi in un calderone indistinto per aprire cantieri chissà dove. Gran parte del brodo lo facciamo noi lombardi e qui alla fine torna solo qualche scodella di minestrina».
Lei dice che una miglior mobilità aiuta le famiglie.
«Finora eravamo abituati a pensare solo alle merci o ai pendolari. Pensiamo a quanto sia importante per una famiglia une rete di trasporti che funzioni».
Faccia qualche esempio.
«Mano tempo in auto significa più tempo dedicato alla moglie o ai figli. Un treno che colleghi alla città, consente di mandare i figli a una scuola migliore o all’università».
I treni costano.
«È assurdo che se una famiglia di cinque persone che si muove in auto, spenda come una sola persona e se va in treno debba fare cinque biglietti. Dobbiamo fare qualcosa».
Le Province più piccole vanno tagliate?
«C’è troppa demagogia. Vanno tagliati gli sprechi, non le Province».
Ma Province di 80mila abitanti, con meno residenti di un quartiere di Milano, non sono uno spreco?
«La provincia più piccola della Lombardia è Sondrio. Ma non è inutile, gli amministratori hanno una conoscenza del territorio che nessuno può avere. E questo consente di affrontare meglio i problemi».
Formigoni ha detto che i tagli della Finanziaria mettono a serio rischio il federalismo fiscale.
«Ha ragione. E non capisco davvero l’ottimismo dei leghisti, la loro difesa di Tremonti. Togliere alla Lombardia 350 milioni di euro su un bilancio di un milione destinato alle infrastrutture, significa creare problemi al trasporto locale. Dovremo ridurre i servizi, eliminare dei treni. E così si crea danno alla vita dei cittadini».