In cattedrale venerdì si celebra la Giornata mondiale del malato

Venerdì prossimo si celebra in tutto il giorno la giornata del malato, nel giorno in cui ricorre la celebrazione della Madonna di Lourdes. La conferenza episcopale italiana, presieduta dal cardinal Bagnasco, ha offerto un tema che verrà affrontato nella discussione dei fedeli in tutte le parrocchie e riguarda «Dalle sue piaghe siamo stati guariti». Così il direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale della Salute, padre Cesare Ghirardi spiega le motivazioni del raccoglimento a cui si è chiamati in questa giornata speciale: «Ognuno di noi è chiamato al servizio nella propria vita: nel lavoro, nella famiglia, nella società. Anche la sofferenza e la malattia, presenti in molte famiglie e in varie realtà, chiamano tutti noi a volgere lo sguardo - e non solo - verso tale condizione, invitando a porci al servizio». La giornata del malato sarà caratterizzata da una celebrazione alle 15.30 nella cattedrale San Lorenzo: a celebrare la liturgia sarà il nostro Arcivescovo Angelo Bagnasco. Alla fine sarà celebrato il sacramento dell’Unzione dei malati.
La conferenza episcopale ha stabilito il programma per il triennio che comincia quest’anno. «Educare alla vita nella fragilità. Sfida e profezia per la pastorale della salute» è il tema scelto. E, in effetti, mai come oggi forse, l’uomo si trova ad essere fragile nel turbinio di eventi dell’esistenza, con una consapevolezza sempre più profonda grazie alla crescita del sistema globale di informazioni. Ma non si tratta soltanto di valorizzare anche la malattia come una prova del cristiano. La Cei punta al sistema educativo affinché una specifica attenzione venga riservata alla promozione della vita e della salute e degli stili di vita buona: la vita viene prima di tutto e ogni sforzo va fatto per promuoverla e tutelarla.
Pertanto i temi al centro dell’attenzione pastorale come indicato dalla Cei saranno per il 2011 «Prima di tutto... la vita», per il 2012 «Curare tutto l’uomo» e per il 2013 «La salute, un bene di tutti». Il senso della vita - spiega il documento di programmazione triennale delle Cei - nel tempo della malattia in prima battuta può essere cercato e trovato nel desiderio di guarire, di essere curati o di poter guardare il futuro con speranza. Tuttavia anche nelle condizioni più estreme o nelle malattie inguaribili, il senso si ritrova cercando più in profondità, per esempio nelle relazioni personali che si generano anche nel contatto umano che la malattia può regalare.