CATTIVO GOVERNO? SERVE OPPOSIZIONE

Oggi mi sarebbe piaciuto moltissimo scrivere un commento contro Marta Vincenzi e la politica dell’annuncio. Ultimo caso, quello della conferenza stampa dell’Urbanlab con Renzo Piano per annunciare una metropolitana leggera di superficie con ventidue stazioni da Voltri a Nervi: tutte quelle esistenti oggi più una a Sestri nella zona di Fincantieri e una a Sestri Est, dove ora c’è la sede di Esaote, da cui partirebbe un ascensore orizzontale-verticale (come quello per il Castello d’Albertis) per il nuovo villaggio agli Erzelli. E poi, a Levante, una a Terralba e una a Bagnara, ed altre in Valpocevera. Il tutto su un binario a bassa velocità e stazioni distanziate di cinquecento metri ciascuna. Un’ottima idea, praticamente l’uovo di Colombo. Il problema è che, con i binari attuali, che devono servire anche il traffico «normale» e i treni a lunga percorrenza, resta un’ottima idea irrealizzabile e, più che a un uovo, ci troviamo di fronte a una frittata. Tanto che le Fs hanno già fatto sapere che, nel migliore dei casi, se ne parla nel 2015.
Oppure, oggi mi sarebbe piaciuto sparare a pallettoni contro i tre candidati alla presidenza dell’Autorità Portuale. Di Paolo Costa mi dicono che sia persona cortese, anche se c’entra con il porto di Genova come il pesto sul fegato alla veneta. Luigi Merlo ha dimostrato competenza ed è una persona corretta ed educata. Mario Margini mi ha fatto davvero una bella impressione come papà l’altro giorno, mentre aspettavamo entrambi un’udienza da quella straordinaria persona che è il cardinale Bagnasco e lui era accompagnato da sua figlia. Ha dei bellissimi tratti di umanità, emersi anche nel momento della sconfitta nei Ds lo scorso anno, che riscattano la sua immagine da vecchio funzionario ex comunista. Immagine peraltro peggiore della realtà: Margini è un po’ una Jessica Rabbit della situazione. Però, nè lui, nè il cortese e capace Merlo, nè il cortese e basta Costa vanno bene. Perchè è vergognoso che il Porto di Genova sia assegnato sulla sola base della tessera d’iscrizione al Partito democratico a un eletto nel Pd. É qualcosa che non sta nè in cielo, nè in terra. O, meglio, nè in cielo, nè in mare.
Avrei voluto scrivere contro gli annunci di Marta e contro le spartizioni del Pd. Poi però ho visto lo stato dell’opposizione, ho visto le battaglie sanguinose fra gli inquilini dell’ex Casa in Comune sulla titolarità del viaggio premio a Roma per assistere all’insediamento del cardinale; ho visto gli alti dibattiti sulla fila che avrebbero dovuto occupare i consiglieri comunali del centrodestra per assistere a un dibattito a Palazzo San Giorgio; ho visto tanti del centrodestra istituzionale non leggere il Giornale e dimostrarlo in ogni modo (e questo, in parte, spiega il livello della loro opposizione). Ho visto, soprattutto, rappresentanti che a volte non valgono un’unghia dei loro rappresentati.
Contro tutto questo e tutti questi non smetteremo mai di batterci. Anche perchè oggi, hanno una colpa in più: quella di avervi privato di qualche altra parola contro la Vincenzi e contro l’occupazione militare del Porto. Sarebbe servita. Anche perchè, da loro, difficilmente la sentirete.