Cattolica-Mapfre Borsa prudente

da Milano

Prudenza in Piazza Affari sull’asse Cattolica-Mapfre nell’assicurazione auto. Dopo aver toccato un rialzo del 2% in mattinata, i titoli della compagnia scaligera hanno infatti chiuso la seduta quasi invariata a 44,9 euro tra scambi modesti. Secondo l’accordo annunciato domenica sera Mapfre verserà 473 milioni a Cattolica per avere il 50% di Mapfre Cattolica Auto (Mca), la nuova joint venture nata sulle ceneri della controllata Duomo dove Verona farà convergere il proprio business auto. Denaro che Cattolica ha detto di voler destinare alla ricerca di opportunità in Italia e all’estero. Informazioni vaghe anche secondo Mediobanca Securities. Alla luce di quanto è stato comunicato emerge solamente che «Cattolica ha venduto la parte più redditizia del proprio business senza dare alcuna indicazione sui possibili investimenti, a parte la ricerca di nuove eventuali opportunità di crescita in italia e all’estero», ha rilevato Mediobanca. Perplessità cui Cattolica ha risposto indirettamente ribadendo come la nuova joint venture sul ramo auto porterà fuori dall’area di consolidamento del gruppo veronese premi per 500 milioni ma non influirà sull’utile, visto che i rami auto negli ultimi esercizi non hanno dato soddisfazioni. Tanto che nel 2006 il gruppo ha dovuto rafforzare le riserve. Maggiori dettagli sono attesi entro fine febbraio, quando Cattolica illustrerà il piano industriale con la revisione del proprio modello di business che prevederà poche fabbriche produttive e la specializzazione per canali di business. Tra le potenziali prede di Cattolica figura in ogni caso Nuova Tirrena anche se tutto dipende da quale sarà l’esito del braccio di ferro tra Generali e l’Antitrust dopo l’acquisto di Toro.