Cattolica rinnova il consiglio con Zonin e gli alleati spagnoli

Prosegue la separazione da Popolare Verona

da Milano

Cattolica costruisce il consiglio di amministrazione a misura del nuovo corso impresso dall’amministratore delegato Ezio Paolo Reggia dopo la stretta industriale con Mapfre e Banca Popolare di Vicenza. Il giro di poltrone, ufficializzato ieri sera, ha registrato infatti il debutto per Vicenza del presidente Gianni Zonin e del direttore generale Luciano Colombini, mentre a portare i colori spagnoli sarà Domingo Sugranyes Bickel. Ma le porte del cda si aprono anche per Piergiorgio Ruggiero e il presidente di Capitalgest, Antonio Tessitore, forse a suggello del forte legame bancassicurativo che Cattolica ha con la controllante Banca Lombarda.
A uscire di scena sono invece Danilo Andrioli, Carlo Casini, Gaetano Migliarini e Carlo Alberto Pellicciardi. Consiglieri che, Andrioli a parte, nutrivano probabilmente qualche nostalgia per il mancato matrimonio con Popolare Verona. Una fusione per la quale, accanto al presidente dell’istituto Carlo Fratta Pasini, si erano spesi anche Luigi Righetti e Giuseppe Nicolò che avevano lasciato il board di Cattolica subito dopo il fallimento del progetto.
A questo punto l’attenzione si sposta al primo marzo quando Reggia, dopo aver evitato di vedere spaccare in due Cattolica per assecondare la prospettiva di un polo finanziario veronese, accompagnerà la comunità finanziaria tra le pieghe del piano industriale.