Cattolici contro laicisti: un muro etico divide i blog

da Roma

Come nella piazza di un qualsiasi paese, come in un qualsiasi bar anche su Internet la morte di Piergiorgio Welby, l’ultimo istante di vita di un uomo si è trasformato in un argomento di discussione. Alla stessa stregua delle dieci vittorie di fila dell’Inter. Le opposte fazioni anche in rete sono composte dai fautori dell’eutanasia e del testamento biologico e dai cattolici che considerano la vita come inalienabile in qualunque forma essa si esplichi.
Su www.calibano.ilcannocchiale.it (il blog di Welby) sono stati inseriti oltre un milione di commenti all’ultimo post dove si ricorda che il New York Times ha raccontato la storia come «la lotta di un poeta». L’ultimo segnale di Piergiorgio è uno smile alle 19.44 di mercoledì. Poi appresa la notizia molti hanno voluto scrivere «ora sei libero» come se un uccello ingabbiato avesse preso il volo.
Su PoliticaOnLine.net gli utenti liberal si sono ritrovati in una discussione per sollecitare una legge sul tema, ma il laico di sinistra Repubblica ha invocato una convergenza bipartisan considerato il peso e l’influenza sul resto della maggioranza dei senatori teodem Bobba e Binetti, definiti «i guardiani del faro del cattolicesimo».
Su cattoliciromani.com (il nome del sito non lascia spazio alle interpretazioni) è stata aperta una discussione dedicata alle preghiere per il co-presidente dell’associazione Coscioni e coloro che vengono definiti «uccisori». Si implora l’Onnipotente affinché Welby nella sua vita ultraterrena «veda le sue sofferenze non come un’infame prigione ma come un’unione alle pene di Gesù sul Calvario». Da qui parte poi un Miserere, la supplica per ottenere la pietà divina. LDCaterina63 ha invece ricordato che «questo medico stanotte si è sentito un dio; ha agito sulla vita dando la morte».
Anche su disabiliforum.com le opinioni sono discordanti. «Preferisco - ha sottolineato Paolo - chi, in condizioni peggiori di Welby (e ne ho visti), abbia ancora la forza e la voglia di vivere». Magicwoman gli risponde: «Penso che una persona deve davvero soffrire tanto (non solo fisicamente ma anche psicologicamente) per arrivare al punto di desiderare la morte». E pure sul neutrale Googlegroups la spaccatura è evidente. «Direi che il medico ha rispettato il giuramento di Ippocrate», osserva Amalric. «I radicali hanno trovato un medico disponibile a togliere la spina che ha aspettato il momento giusto», ironizza CaptainKirk. Ma, in fondo, sono tutte quante chiacchiere da tastiera.