Cattolici uniti, scacco al laicismo

Luca Volonté*

Non c'è da illudersi. Dopo la ridefinizione data dai vari Sansonetti e soci su Liberazione, in merito alla nuova forma del socialismo reale, l'abolizione dell'umano dalla società, la smentita a tutto campo delle dichiarazioni della Cossutta sulle modifiche alla Legge 40 appare comunque un «goal» per il Parlamento.
Per la prima volta dall'inizio della legislatura molti rappresentanti del Popolo in entrambi gli schieramenti e in ambedue i rami del Parlamento e agendo di comune accordo, hanno preso in contropiede la deriva laicista che tanto è prevalsa negli ultimi mesi all'interno dell’Unione.
È apparsa per via delle dichiarazioni «gallinesche», secondo la definizione del Merlo di Repubblica, fin dai primissimi giorni dopo il giuramento dei ministri, è emersa con forza attraverso tutte le vicende che hanno interessato la vicenda europea di Mussi e dell'omicidio degli embrioni umani, è stata dichiarata dagli editoriali di Liberazione e Unità.
Nella nuova frontiera del socialismo, l'orizzonte migliore verrà dalla scienza e dalla abolizione dell'umano; premessa e corollario del radioso futuro è la riduzione dell’uomo a un semplice fascio di istinti sessuali e reazioni emotive. L'ostacolo che impedisce, per ora, tale felicità umana sulla Terra è la Chiesa Cattolica. L’ideologia comunista riemerge nella sua pienezza e, così, dal potere operaio si passa alla provetta di Stato o, come leggiamo, dalla pornografia infantile che gronda da tutti i giornaletti per teenagers italiani al profilattico per tutti. Quasi in un parallelismo tra l'allora «mettersi in testa il Capitale», all'odierno «infilarsi il profilattico».
Problemi loro. Le devianze, se non vengono affrontate, portano a questi risultati. Risultati che abbiamo riscontrato anche dal 20 luglio in poi nelle parole della signora Cossutta. Bellamente la tipa, trombata alle ultime politiche dai suoi stessi compagni di partito, è al ministero della Salute. Andata a sproloquiare all’Associazione Concioni sulla legge 40, l'abbiamo beccata. Bene hanno fatto alcuni siti radicali a vantarsi delle modifiche promesse dall'allora «responsabile delle linee guida» della legge.
La voce circolava da un po' di tempo: prima un amico di Forza Italia, poi un'altra della Margherita... finché abbiamo dato fuoco alle polveri. Un articolo innocente su Libero, due e più risoluzioni al Senato, anche se chiuso: una della Margherita con la Binetti alla testa di una ventina di teutonici dell'Unione e una della Cdl, con i cinque dell'«Ave Maria» d'attacco, Bianconi-Buttiglione-Quagliariello-Mantovano-Polledri.
Passano 24 ore, tra telefonate e testi che girano via e-mail e la rete si tende alla Camera. Quattro interpellanze, di cui tre urgenti da discutere prima delle ferie. Fi, Udc, An e Margherita in seconda battuta; prontissimi a scattare in campo alla prima necessità sia Udeur che Lega. Ammazza! La cosa avrebbe fatto tremar le gambe anche al noto maratoneta-ciclista Prodi, figuratevi la Turco. Infatti la risposta di giovedì sera è un buon segnale, anche se la diffidenza è d'obbligo vista la campagna dell'Unità e le posizioni dello stesso ministro sulla legge 40.
Punto primo, la Cossutta è una dei tanti esperti che si occupano di tante materie e che forniranno i loro pareri. Due, le linee guida, se necessario e a fronte dell'eventuale evoluzione scientifica e in coerenza col dettato della legge, prima di essere modificate saranno sottoposte al parlamento. Tre, non esiste nessun comitato su tale materia. Quattro, detto tutto ciò si conferma che il governo non vuole toccare la legge 40.
Insomma, la povera Cossutta è andata a sbattere. Mai fidarsi delle donne, diceva il mio nonno, sono infingarde per natura, però sulla sua mogliettina non potevi nemmeno scherzare troppo, altrimenti le buscavi!
Il filo rosso dei laici e cattolici, insomma dell'intergruppo, non si è spezzato. Chi celebrava il funerale dei sostenitori dell'astensione si deve ricredere, mai darci per morti. Una battuta d'arresto al progetto di medicalizzazione delle coscienze italiane, un contropiede finito in «goal», una vittoria della laicità.
In questo scontro non ci sono tempi né rigori, come insegna la vicenda Mussi. Il «match» dura una vita, questa nostra e quella delle generazioni future.
Appunto, sempre pronti con i sandali ai piedi... anche in agosto.
*Capogruppo Udc alla Camera