Il Cattolico no global

Ho letto sia l’articolo del 7-8-05 sia le risposte di alcuni lettori non solo sul Settimanale Cattolico ma anche su altri giornali ed avrei alcune considerazioni di fondo da fare cercando,ove possibile, di separare i fatti dalle opinioni:
1) L’articolo di M.R. Biggi non è fatto male ma... è simile alla marcia della Pace di Assisi dove i fraticelli sono ormai al guinzaglio di «pacifisti» sulle cui vere finalità «apolitiche» ho qualche dubbio..
2) Pace. È una parola usata un po’ troppo e non sempre con obiettivi veritieri o meglio si parte e si dicono alcune cose vere per poi arrivare a valutazioni soggettive dei giornalisti... con tendenza ad orientare in modo subdolo i lettori; poi affermare che tanti giovani fossero venuti a Genova nel luglio 2001 per testimoniare che «un altro mondo è possibile» senza dire che «alcuni giovani arrivarono con automezzi carichi di spranghe è dare un’informativa parziale.
3) Morte di Carlo Giuliani. Èstata una tragedia ma facciamo un passo indietro e valutiamo perché vi siano episodi di violenza contro le forze dell’ordine negli stadi o in certe manifestazioni di piazza da parte di «alcune frange» di certo non giovani che sono andati a Colonia nell’agosto scorso! Facciamo anche un ragionamento: se al posto di un giovane carabiniere che si è spaventato ci fosse stato un militare meno impulsivo, magari non avrebbe sparato ma avrebbe corso il rischio di prendere una trave od un estintore in testa e poi rimanere invalido od ucciso: a quel punto gli assalitori avrebbero passato qualche anno in galera e poi... tutti se ne dimenticano come in tanti casi, tipo quello del commissario Calabresi. La tragedia c’è stata ma se quei giovani fossero andati in corteo senza armi improprie non sarebbe stato meglio?
4) Conclusioni. Un maggior equilibrio è necessario nei giudizi ma anche il mondo cattolico non vada solo a rimorchio di «terzi» e valuti in modo indipendente, anche perché non serve «lisciare» troppo coloro che al primo accenno a temi quali scuola privata, referendum del giugno scorso, coppie di fatto ecc urlano al «Clericalismo».
E poi la «Pace» non deve diventare a senso unico. La marcia di Assisi era nata bene ma è diventato uno dei tanti luoghi comuni e sarebbe ora che i francescani si ritirassero e lasciassero soli a marciare tanti di coloro che fino a ieri non distinguevano un prete da un frate! A volte ci vogliono segnali forti anche, non solo su temi di grande importanza etica cui già ci pensano le gerarchie ecclesiastiche!