Catturata dopo 15 anni la primula rossa anarchica

Era tra i 30 latitanti più pericolosi. Fu condannata per il sequestro di Mirella Silocchi, mai più ritrovata

Gian Marco Chiocci

da Roma

L’ex hostess americana con la passione per le bombe e le rivoltelle ha finito di volare, e di volatilizzarsi nel nulla. Anarchica dichiarata, riconosciuta «sovversiva» con le condanne per banda armata e per il sequestro di Mirella Silocchi, sospettata di essere la mente dei «pacchi bomba» italiani e spagnoli nonché l’anello di congiunzione fra gli anarcoinsurrezionalisti e il banditismo sardo dell’Anonima, Rose Ann Scrocco da ieri non fa più parte della black list dei trenta criminali latitanti più pericolosi. Il Ros dei carabinieri l’ha scovata ad Amsterdam seguendo con discrezione viaggi senza senso di persone a lei molto care: un’amica fiancheggiattrice di nazionalità olandese, e alcuni familiari passati per il Belgio che anziché far tratta diretta, per precauzione, hanno pensato a far scali intermedi. In tandem con la polizia locale del Koninklijke Marenchausse, il Ros l’ha individuata in città, l’ha stretta all’angolo «costringendola» a presentarsi all’Ufficio Immigrazione per sbrigare una banalissima pratica. Qui Rose non ha impiegato molto a capire che le prossime ore, e i prossimi anni, li avrebbe passati guardando le margherite dei prati di Rebibbia anziché i tulipani del suo giardino.
Stessa base, stessa talpa. Gennaio è un mese maledetto per le primule dell’eversione anarcoinsurrezionalista riparate nella cosiddetta «Venezia del nord». Sfogliando il rapporto del Ros si scopre che tra i canali dell’Amstel, nel 1998, era stata rintracciata anche Angela Maria Lo Vecchio, nome di battaglia «Marina», amica e socia della Scrocco nell’Organizzazione rivoluzionaria anarchica insurrezionale e nella rapina all’oreficeria «Ciletti» di Pescara che costò la vita al gioielliere Antonio Lo Feudo. Ora come allora a «tradire» la Scrocco, mamma di un bimbo di sei anni, sarebbe stata S.O., la medesima amica-basista collegata ad ambienti anarchici europei, che inconsapevolmente portò anni fa gli investigatori ad arrestare, nella stessa via (il palazzo è quello di fronte) l’anarchica Lo Vecchio. Estradata in Italia, la Lo Vecchio incassò una condanna definitiva a 15 anni mentre l’amica-socia Scrocco in contumacia si beccò trent’anni.
Ma chi è questa quarantaquattrenne originaria di Chelsea? Secondo l’analisi del Ros-Anticrimine di Roma, la Scrocco il 14 giugno 1996 è posta ufficialmente ai vertici dell’organizzazione «Orai» dalla procura di Roma che ne chiede l’arresto. L’«Orai» è una sigla sovversiva diretta emanazione dei «Gruppi di affinità», i «Nuclei di base», i cosiddetti «Coordinamenti» e la formazione «Anarchia e provocazione».
Gli ex fidanzati bombaroli. Quanto alla Scrocco, oltre alla rapina mortale di Pescara, le vengono contestati i colpi alle gioiellerie «Gold Mancini» e «Giansanti». Dal 1991 risulta ufficialmente irreperibile per sequestro di persona a scopo di estorsione e dal 1997 per associazione sovversiva, omicidio e banda armata. Il verdetto che più le pesa è quello a trent’anni del 2003 ed è relativo anche al rapimento di Mirella Silocchi, strappata alla famiglia nel 1989 a Collecchio e mai più tornata a casa. Ma all’organizzazione dei vari Porcu, Gregorian, Campo e Tesseri vengono fatti risalire anche i sequestri Ricca e Perlini più una serie infinita d’attentati, ivi compresi quelli andati male alla questura di Milano del 14 agosto 1988 e alla volante della polizia al Prenestino di Roma: in quest’ultimo caso l’autobomba pensata per vendicare i sequestratori di Dante Belardinelli uccisi dai Nocs, esplose anzitempo provocando la morte di Luigi De Blasi, compagno di vita e di lotta della Scrocco.
Quattro attentati sospetti. A proposito di sentimenti e sovversione. Rose Ann avrebbe avuto un ruolo nell’eterodirezione delle più recenti strategie dinamitarde (pacchi bomba) delle nuove sigle anarchiche. Si pensa a lei in almeno quattro attentati rivendicati dal gruppo Solidarietà Internazionale. Sarebbero stati trovati collegamenti diretti con esponenti italiani sott’inchiesta per eversione e con alcuni compagni olandesi e belgi (per atti di vandalismo come emuli delle banlieues francesi) oltreché spagnoli interessati a «tematiche condivise». Come quella contro il carcere duro, di cui si è già fatto portavoce Giovanni Barcia, altro suo ex fidanzato, esponente di «Avanguardia rivoluzionaria» (il braccio armato anarchico) già rinchiuso in cella per l’omicidio di due poliziotte in Spagna: un suo scritto rinvenuto in carcere recitava alla lettera pensieri e parole poi replicati nel volantino di rivendicazione della bomba al Duomo di Milano del dicembre 2000.