Catturata la trigone «killer»

Un pesce di 55 centimetri con la coda acuminata di almeno sei. È lui il principale indiziato per la morte di Michele Arnulfo, il ragazzo genovese deceduto in Sardegna domenica scorsa per emorragia interna. Ieri mattina, nelle acque antistanti la spiaggia di Liscia Ruja, a Porto Cervo, sono state effettuate le immersioni dei sommozzatori dei carabinieri del Nucleo Subacquei di Cagliari. I sub non hanno trovato alcun oggetto che possa aver ferito il ragazzo ma in compenso hanno catturato una pastinaca da 55 centimetri dalla coda lunga circa 6 centimetri. Si avvalora così l'ipotesi che a colpire all'addome il ragazzo sia stato il particolare trigone.
Nei fondali, peraltro molto facili da perlustrare poiché completamente sabbiosi, i militari non hanno trovato alcun oggetto. Ma hanno avvistato numerose pastinache. In mattinata poi è arrivata al 112 la segnalazione di un bagnante che ha visto un «enorme trigone». Stando a quanto ha riferito ai carabinieri il pesce da lui avvistato sarebbe almeno 7 volte più grosso di quello catturato dai sommozzatori.
«Insomma - spiega il capitano dei carabinieri della compagnia di Olbia - la tesi che a ferire a morte il giovane turista sia stata una pastinaca trova sempre più conferme. Certo, sono pesci che non attaccano. Ma si difendono. E le ultime parole di Michele dette ai suoi amici sono state “aspettatemi, sto cacciando”». Intanto l'inchiesta della procura di Tempio Pausania resta aperta. Nei prossimi giorni arriveranno i risultati delle analisi dei prelievi effettuati sul cadavere del ragazzo durante l'autopsia svolta dal medico legale, Salvatore Lorenzoni. Gli esami potrebbero rivelare se vi siano o meno tracce del veleno, o di sostanze organiche, riconducibili alla pastinaca.