Cause più veloci: le notifiche via mail

Il rilancio dell’economia passa anche dalle aule dei tribunali. E da una giustizia veloce. Così ieri, seduto a fianco del ministro dell’Economia Giulio Tremonti, il guardasigilli Angelino Alfano, ha illustrato il suo pezzo di manovra. In sintesi: accelerare lo svolgimento dei processi civili e contribuire allo smaltimento dei quasi 5 milioni di procedimenti pendenti del settore. Un tappo che non piace agli italiani e - questo il lato economico del problema - scoraggia gli investimenti stranieri nel nostro Paese. La ricetta del governo prevede, tra le altre cose, delle sanzioni per chi tenta di rallentare i processi e la decadenza del processo per chi, per due volte, non si presenta in udienza. Altra novità è quella delle notifiche, che potranno essere inviate via posta elettronica. Perché - ha spiegato Tremonti - non si può pensare che «le notifiche siano fatte con il messo come nell’Ottocento».
Tra le altre misure per accelerare la giustizia civile - ha sintetizzato il ministro - «l’introduzione del rito sommario e informale per le cause che hanno per oggetto il pagamento di una somma di denaro; la possibilità che il testimone possa rendere la prova testimoniale per iscritto, senza recarsi in tribunale; l’ampliamento della giurisdizione dei giudici di pace».