Il Cav annuncia le dimissioniMa Di Pietro è preoccupato:ci sarà mercato delle vacche

Il leader Idv se non vede non crede: "Il Cav ha un mese per ricompattare". Sulla legge di stabilità: macelleria sociale. Poi boccia un governo a guida Monti e punta al voto

Incontentabile, irresponsabile o impaurito? Scegliete pure voi, ma una cosa è certa: Antonio Di Pietro non ha preso molto bene l'annuncio delle dimissioni del presidente del Consiglio una volta approvata la legge di stabilità. Perché? L'ex pm dice che è un alibi e che "Berlusconi diede già l’annuncio un anno fa, a novembre, quando si doveva andare al voto ma, con la scusa della legge finanziaria, ottenne oltre un mese di tempo, che utilizzò per mettere in atto l’ormai famoso "mercato delle vacche" in Parlamento, al fine di avere la maggioranza".

Insomma, il leader dell'Idv dice di temere che qualche dissidente o malpancista possa ripensarci o che Berlusconi possa convincere qualcuno a rientrare nei ranghi. Compravendita, dice lui. Un termine che però non ha utilizzato quando parlamentari del Pdl hanno cambiato casacca passando all'Udc di Casini. A Di Pietro non importa che il Paese approvi le misure che ha chiesto l'Unione europea per arginare la crisi economica. Lui le considera "macelleria sociale".

Così come considera inutile un esecutivo a guida Mario Monti, perché, come spiega oggi su Repubblica, "non è comprensibile che gli stessi provvedimenti che vuol fare Berlusconi, che noi contestiamo, possiamo accettarli solo perché li fa una persona dalla faccia pulita". L'unica soluzione adesso per Di Pietro è il voto. Mentre l'unico suo timore è il solito: "Con l’annuncio delle dimissioni, ma senza darle, si toglie lo sfizio di approvare quelle stesse misure per le quali era stato sfiduciato. Inoltre, con questa mossa, prende un altro mese di tempo per tentare di comprare qualche personaggio in cerca d’autore, provando così a recuperare quella maggioranza che, anche oggi, ha dimostrato di non avere", sostiene l'ex pm.

Per Di Pietro "non basta affermare che il patto di stabilità deve essere approvato, ma bisogna verificare chi pagherà la quadratura dei conti. Con quest’atto il governo Berlusconi farebbe un altro sfregio nei confronti di quella parte dei cittadini costretta nuovamente a subire sulla propria pelle delle misure inique e dannose. Ecco perché prima di gioire sul via libera al patto di stabilità, occorre stare attenti, anzi, bisogna essere preoccupati". E preoccupato in effetti Di Pietro lo è davvero. Resta solo da capire se lo preoccupi di più il bene del Paese o il fatto che il suo acerrimo nemico possa uscire di scena.