Il Cav: la maggioranza c'è:"Non lascio il Paese in mano alla sinistra"

Il premier ribadisce: "Nonostante alcune defezioni, la maggioranza c'è". Poi all'opposizione: "Riveda il suo atteggiamento negativo e agevoli il varo delle riforme". <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/interni/gabriella_carlucci_lascia_pdl_udc/gabri... target="_self">La Carlucci lascia il Pdl</a></strong>

Silvio Berlusconi tira dritto. Convinto di avere i numeri in Parlamento, lancia un appello all'opposizione affinché "riveda il suo atteggiamento negativo e agevoli il varo di queste misure anti crisi che l’Europa ci chiede". Nel corso di un collegamento telefonico con una convention organizzata da Silvano Moffa, il premierha precisato che "nonostante le defezioni che mi auguro possano rientrare, siamo ancora maggioranza. Abbiamo verificato in queste ore con numeri certi che la maggioranza c’è".

E votare contro la maggioranza, secondo il Cavaliere, significherebbe votare contro l'Italia. E dunque adesso è il momento di varare le riforme. Il premier ha poi respinto nuovamente ogni ipotesi di governo tecnico, precisando che l'unica alternativo sarebbe il voto. Secondo Berlusconi "non si può lasciare il Paese in mano a Bersani Vendola e Di Pietro".

Sulle tematiche relative al mercato del lavoro, "il governo è disponibile ad aprire un confronto con le parti sociali", ha detto il premier che poi è tornato sulle polemiche relative al monitoraggio da parte del Fondo monetario internazionale e ha ribadito che la "certificazione del Fmi non è stata imposta". "La Commissione europea - ha sottolineato il premier - farà le sue verifiche. Noi abbiamo chiesto anche al Fmi di verificare l’andamento dell’approvazione di queste riforme per certificarle nei confronti di tutti, non altro. La richiesta, voglio ripeterlo, è venuta da noi e possiamo ritirarla quando vogliamo".