Il Cav: a Milano si può vincere la città non andrà ai centri sociali

Il presidente del Consiglio durante il summit a palazzo Grazioli ha esortato i vertici del Pdl a non abbassare la guardia. Su Napoli: non può finire nelle mani di un pm che ha solo rovinato delle persone e non ha mai vinto un processo. Una rassicurazione del premier anche sull'alleanza con il Carroccio: è sempre solida. Il Pdl raccoglie le forze per costruire il ballottaggio. Farà leva sui risultati ottenuti dalla Moratti: nessuna addizionale Irper, azzeramento delle liste di attesa negli asili nido e 30mila case per i giovani

Milano - Un Cavaliere per nulla avvilito, ma anzi agguerrito. Silvio Berlusconi non dà per persa la partita di Milano. Al secondo turno Letizia Moratti ce la può fare a battere Giuliano Pisapia. Ne è convinto il premier, Silvio Berlusconi che - riferiscono alcuni dei partecipanti al vertice a palazzo Grazioli. Anche se, spiegano le stesse fonti, il premier non ha nascosto allo stato maggiore del Pdl la sua delusione per il risultato milanese con la candidata Moratti costretta al ballottaggio e in una posizione di svantaggio rispetto a Pisapia. Nel suo ragionamento, viene ancora riferito, Berlusconi avrebbe esortato il partito a non abbassare la guardia, rimboccarsi le maniche e lavorare sulla campagna elettorale che è ancora aperta, ce la possiamo giocare, ce la giocheremo fino all’ultimo, avrebbe affermato Berlusconi. L’obiettivo, avrebbe aggiunto, è portare a votare più moderati possibile, rimotivare l’elettorato, una chiamata al voto di tutti i milanesi.

Non lasciamo che Milano finisca nelle mani dei centri sociali, è questo il messaggio che vuole mandare Silvio Berlusconi. Il premier al vertice tenutosi a palazzo Grazioli ha ripetuto quel messaggio e ribadito che occorre far emergere non tanto la figura di Giuliano Pisapia quanto chi sono i suoi alleati, qual è il partito da cui proviene. Bisogna cercare - questo l’invito del Cavaliere - il voto dei moderati. Il presidente del Consiglio, racconta chi ha partecipato al vertice, si è detto sicuro che Pier Ferdinando Casini convergerà sul nome di Letizia Moratti. Se vinciamo a Milano e a Napoli vinceremo la partita, ha ragionato il Capo dell’esecutivo. Berlusconi, riferiscono le stesse fonti, ha sostenuto anche che è necessario un chiarimento con la Lega, ma l’alleanza tra il partito di via dell’Umiltà e il partito di via di Bellerio è ancora solida. 

Al centro del ragionamento di Silvio Berlusconi sul dopo voto amministrativo non c’è solo Milano ma anche Napoli. Spiegano alcuni dei partecipanti al vertice a Palazzo Grazioli, che il premier avrebbe insistito anche sulla necessità di lavorare al meglio in vista del ballottaggio nel capoluogo campano, perchè non si può dare Napoli in mano a un Pm - sarebbe stato il ragionamento del premier - che ha solo rovinato delle persone e non ha mai vinto un processo, mentre ci sono tanti magistrati bravi. Nel mirino del premier il candidato a sindaco dell’IdV, Luigi De Magistris, che va al ballottaggio con il candidato del centrodestra, Gianni Lettieri. Spiegano le stesse fonti che Berlusconi si è detto certo del buon esito del voto al secondo turno a Napoli, Lettieri ce la farà 

Il giorno dopo lo choc il Pdl rompe il silenzio e guarda al futuro. Da qui al fine settimana del ballottaggio, il compito sarà far capire ciò che è stato il governo della Moratti: nessuna addizionale Irper, azzeramento delle liste di attesa negli asili nido e 30mila case per giovani coppie grazie al nuovo piano regolatore. C'è la speranza di poter recuperare il gap tra i risultati di Pisapia e Moratti nelle prossime due settimane.

Prima di tutto Milano, quindi, ma senza dimenticare tutti gli altri comuni in cui sono stati impegnati gli azzurri "L’attenzione è andata su Milano ma, andando a vedere i dati sulle province e sui comuni, c’è stato un sostanziale pareggio", afferma Denis Verdini. Da parte della sinistra "ho sentito parlare di enfasi e avanzamento, non è così", dice il coordinatore Pdl. Verdini punta l’attenzione soprattutto sul Terzo polo che in alcuni casi "è diventato quarto polo". "Quando l’Udc si allea con noi vince, se va da sola va sotto, ma quando va con la sinistra perde", osserva ancora. "I numeri parlano di parità", conclude Verdini. 

Poi una bastonata alla deriva a sinistra: "C'è da notare che il Terzo polo in alcuni casi diventa il quarto. Il vero terzo polo ci sembra essere la sinistra estrema che in alcuni casi conquista il ballottaggio, come a Napoli. Ma non è il solo esempio", ha proseguito il coordinatore nazionale del Pdl. Poi va all'attacco il responsabile organizzativo Maurizio Lupi:  Giuliano Pisapia ha ottenuto 34mila voti in più della sua coalizione, Letizia Moratti 16500 voti in più, Manfredi Palmeri 9mila, smentendo la voce che si è diffusa ieri su un insuccesso del sindaco rispetto alla lista. Preoccupazione e autocritica per una sfida tutta "in salita", ma anche una ounta di ottimismo: "Siamo certi che nei prossimi 15 giorni, confrontando i programmi della Moratti e di Pisapia, i cittadini milanesi non vorranno consegnare la città a alla sinistra".

Poi parla Ignazio La Russa, coordinatore del Pdl e storico esponente del centrodestra milanese: "Non esiste una questione settentrionale, ma un problema Milano. Non dobbiamo dare la colpa a nessuno, ma capire gli errori e rimediare in pochi giorni, la prima correzione possibile è far capire la vera attività del sindaco Moratti che è tutt’altro che algida". Per ora Berlusconi tace, ma i vertici del Pdl confermano quello che tutti sanno: "Certo Berlusconi che il Cavaliere non è soddisfatto delle amministrative, non lo è nessuno..."

"Non escludiamo niente, ma lo chiederanno i sindaci e non i partiti". È quanto ha detto il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa rispondendo a chi gli domandava della possibilità che il Pdl chieda ufficialmente il sostegno del Terzo polo per i ballottaggi di Napoli e Milano. "Casini - ha aggiunto scettico La Russa - si è però già espresso, ieri in tv ha detto in pratica che non sono in grado di scegliere".  

Oggi pomeriggio si è, poi, tenuto un vertice nell’abitazione del sindaco Letizia Moratti. La mission? Raccogliere le forze per costruire il ballottaggio che si terrà fra due settimane a Milano. All'incontro hanno partecipato l ministro dell’Istruzione, Maria Stella Gelmini, e il coordinatore regionale, Mario Mantovani. "Abbiamo recepito il segnale degli elettori - ha detto il ministro Gelmini, appena uscita dal vertice - e procederemo ad illustrare ciò che ha rappresentato la Moratti a Milano". Sulla stessa linea Mario Mantovani: "Ci adegueremo in seguito a questo risultato". Per questo il Pdl illustrerà ciò che è stato il governo della Moratti: nessuna addizionale Irper, azzeramento delle liste di attesa negli asili nido e 30mila case per giovani coppie grazie al nuovo piano regolatore.

Moratti fa autocritica: "Credo che forse, per troppo amore per Milano e per i milanesi abbiamo sbagliato i toni della campagna elettorale. Ma ora si apre una fase nuova nella quale possiamo riprendere un contatto con le persone nelle vie, nelle piazze, con le quali abbiamo parlato e passato questi cinque anni". Rivolta agli elettori Moratti ha aggiunto che "questo stesso amore e senso di responsabilità per Milano e i milanesi mi riporta da subito nelle strade e nelle piazze per incontrarvi uno a uno. Conosco bene i vostri problemi e le vostre preoccupazioni per essere stata il vostro sindaco. A molte di queste abbiamo iniziato a dare risposte e ora non vogliamo fare altro che continuare. Ci metto tutta me stessa, le urne hanno parlato".