Il Cav: Monti parte bene Poi fa spazio ad AlfanoDal Pdl spiraglio sull'Ici

Il segretario ribadisce il no a "una patrimoniale indiscriminata". È <strong><a href="../interni/il_pdl_promette_lealta_ma_ritorno_allici_e_subito_mal_pancia/18-11-2011/articolo-id=557482-page=0-comments=1" target="_blank">mal di pancia nel Pdl</a></strong>. Il Cav: "Mai detto <em>stacchiamo la spina</em>"

Per la fiducia a Monti il Pdl ha affidato le dichiarazioni di voto ad Angelino Alfano e non a Silvio Berlusconi come previsto. Una mossa che coglie di sorpresa ma che legittima di fatto il nuovo segretario del partito.

Il Cavaliere era comunque in Aula mentre il suo delfino ribadiva l'impegno del partito "a far nascere" questo governo, per "una tregua fattiva e operosa". Alfano ha precisato che il nuovo esecutivo non è affatto un "governo delle larghe intese o di compromesso storico", ma "una coalizione della responsabilità e dell’impegno nazionale. No alla riedizione di esperienze passate che nell’Italia bipolare non devono riemergere".

Silvio Berlusconi non disdegna comunque i microfoni dei giornalisti ed è convinto che il nuovo premier "sia partito tutto bene, che anche i tempi con cui si è dato vita a questo governo sono tempi che fanno vedere come ci sia capacità operativa su cui confidiamo". Il Cavaliere, inoltre, crede che il nuovo esecutivo "opererà in maniera tale da essere utile al Paese, per tutta la durata del periodo che rimane" e che anzi ora si potranno fare "cose che il nostro governo si era già impegnato a fare e che verranno fatte con maggiore velocità in questo Parlamento grazie alla possibilità di avere un voto convergente di tutte le parti politiche". Ribadendo che il Pdl "si sta preparando alla campagna elettorale" con "tutti i mezzi di comunicazione" e che "intensificheremo la nostra presenza sulla rete", inoltre, Berlusconi ha sottolineato come l'espressione staccaremo la spina non sia mai stata pronunciata da lui, ma "è un’invenzione giornalistica". 

L'ex Guardasigilli è però tornato sul tema che maggiormente ha diviso il Pdl: l'istituzione di una patrimoniale, nonostante il partito abbia aperto sull'Ici. "Non c’è alcuna opposizione a riesaminare nel dettaglio la tassazione sugli immobili, ma c’è una forte opposizione di principio a una imposta patrimoniale indiscriminata, pesante, centralista e depressiva. Noi non siamo il partito della recessione", ha detto Alfano.

Una linea che però non sembra condivisa da tutto il partito, come sottolineano anche le parole di Osvaldo Napoli: "Del programma non si è ancora vista traccia. Si sa soltanto che il presidente Monti traguarda il suo esecutivo sulla scadenza naturale della legislatura. È anche il mio auspicio. Mi chiedo soltanto, e gli italiani si chiedono, per fare che cosa". Il capogruppo alla Camera Fabrizio Cicchitto ha inoltre ricordato al nuovo governo che "senza la disponibilità del Pdl e di Silvio Berlusconi, ora ci sarebbero state le elezioni anticipate. Quindi rivendichiamo un ruolo di responsabilità". Gesto dimostrativo ben più radicale invece quello del deputato Antonio Martino - tessera numero due di Forza Italia - che ha lasciato l'aula prima della chiama: "Non voterò mai un governo tecnico".