Il Cav: "Più poteri al premier" E Fini corre a difendere il Colle

Il Cav chiede una riforma costituzionale per cambiare la composizione della Consulta e dare maggiori poteri al premier. Poi assicura: &quot;Ora che non ci sono più Fini e Casini possiamo fare le riforme&quot;. Fini interviene in difesa del Colle: &quot;Attaccare il Quirinale è da immaturi&quot;. Il Pdl: &quot;Nessuno ha attaccato Napolitano&quot;. Berlusconi scherza sull'opposizione: &quot;I leader della sinistra si lavano poco...&quot;. Poi avverte: &quot;Saremmo meno liberi se la sinistra tornasse al potere reintrodurrebbe l’Ici&quot;. Infine difende Scajola: &quot;Metodo indegno di un paese civile&quot; <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/cav_amministrative.flv">GUARDA IL VIDEO
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Il più grande ostacolo alle riforme? I veti di Gianfranco Fini e Pierferdinando Casini. Berlusconi parla fuori dai denti e colpisce ad alzo zero. "Faremo le riforme ora che non ci sono più Fini e Casini. Abbiamo una maggioranza coesa e politicamente compatta con cui faremo la riforma della giustizia, quella tributaria e dell’architettura dello Stato, cose che fino ad ora non sono state fatte per il veto dei nostri alleati". Durante la manifestazione elettorale a sostegno di Dorina Bianchi, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi torna ad affondare sulla Costituzione: "Dobbiamo cambiare la composizione della Corte Costituzionale, dobbiamo cambiare i poteri del presidente della Repubblica e, come avviene in tutti i governi occidentali, attribuire più poteri al governo del presidente del Consiglio".

La proposta di riformare l'assetto costituzionale dei poteri non è piaciuto al presidente della Camera Gianfranco Fini che ha subito dissentito con Berlusconi. "Attaccare il capo dello Stato è da immaturi - accusa il leader di Futuro e Libertà - bisognerebbe tenere le figure istituzionali al di sopra della mischia". Ancora una volta, quindi, Fini prende le distanze dal partito cui faceva parte fino a un anno fa. Proprio per questo il Cavaliere è fermamente convinto che "il più grande ostacolo alle riforme" siano stati i "veti" di Fini e Casini. Il premier non manca di ricordarlo nemmeno alla manifestazione a sostegno della senatrice Udc Dorina Bianchi, in corsa per il Comune di Crotone. Una denuncia che non è certo piaciuta a Lorenzo Cesa. "Non sarò presente domani a Crotone - tuona l'esponente centrista - perché non posso accettare che un candidato sindaco designato dal mio partito non reagisca davanti alle provocazioni di un presidente del Consiglio che attacca il leader dell’Udc".

I big del Pdl si affrettano a precisare che da parte del premier non c’è alcuna volontà di attaccare il capo dello Stato, che le parole di Berlusconi sulla necessità di "dare più potere" al presidente del Consiglio e "rivedere" quelli del Capo dello Stato non vanno considerate come un affondo contro il Colle, ma solo come l’ennesima enunciazione del programma votato dai cittadini. Ovvero, il capo del governo ha voluto rilanciare la riforma costituzionale che, al pari di quella sulla giustizia e di quella sul fisco, sarà al centro degli ultimi due anni di legislatura. Berlusconi, spiega chi gli ha parlato, è rimasto sorpreso dalle interpretazioni date alle sue frasi.

Mai le intercettazioni si devono usare come prove nei processi. Silvio Berlusconi torna a garantire che ci sarà un intervento sulle intercettazioni per limitarne l’uso: "non è da paese libero se un cittadino viene spiato". Per il presidente del Consiglio, le intercettazioni "devono essere consentite solo per i reati gravi, mentre non ci deve essere nessuna possibilità che siano utilizzate come prove nei processi".

Poi una bordata alle toghe: "In questo momento in queste condizioni e con i pm di sinistra che sono una malattia della democrazia, la sovranità non appartiene più al popolo. Questo non lo possiamo più tollerare". "Quando il Parlamento approva una legge che non piace ai pm - prosegue - loro la portano alla Corte costituzionale e questa Corte la abroga, allora la sovranità non appartiene più al popolo".

Poi una battuta sull'opposizione: "I leader della sinistra sono sempre pessimisti, anzi incazzati. Scusate, ma ogni tanto sfodero le lingue e vi faccio vedere che uso l’inglese. Quando loro vanno in bagno, e non è che ci vadano spesso, visto che si lavano poco ,e si guardano allo specchio per farsi la barba, si spaventano da soli"

"Quello che è successo al mio amico Claudio Scajola, uscito totalmente estraneo da una vicenda che ha profondamente ferito lui e anche la sua famiglia, è una clamorosa dimostrazione della necessità di una riforma". Lo ha affermato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in una nota in cui invita a riflettere sull’epilogo della vicenda che portà alle dimissioni di Claudio Scajola da ministro del suo governo. "I processi sommari sulle pagine dei giornali, che usano fughe di notizie spesso pilotate dalle procure - ha denunciato Berlusconi- sono un metodo indegno di un paese civile e di una democrazia liberale". 

"Nonostante le critiche della sinistra presenteremo al prossimo Cdm una legge per l’incremento dei membri del governo per un sottosegretario ad ogni singolo Ministero. Per ora noi siamo a 59 membri mentre Prodi ne aveva più di 100 e comunque noi ne avremo sempre meno".  

Maggioranza esigua ma coesa, riforme entro fine legislatura. Lo ha detto Silvio Berlusconi in un video messaggio per le prossime amministrative su Youtube. "Il tentativo di Fini e delle sinistre di rovesciare il Governo facendo mancare la maggioranza in Parlamento non è solo fallito ma ha dato vita ad una nuova maggioranza che è più esile nei numeri ma più coesa di prima. Abbiamo possibilità di governare e di realizzare le riforme della architettura istituzionale dello Stato, della giustizia, del sistema tributario che finora a causa dei nostri alleati - prima Casini poi Fini - non eravamo mai riusciti a realizzare perché non avevamo in maggioranza i numeri per farlo. Sono convinto che riusciremo in questo nostro disegno entro fine legislatura e respingeremo con la politica dei fatti gli attacchi, gli insulti e le menzogne che l’opposizione e le toghe militanti di sinistra continuano a seminare in piazza, nei tv, nei giornali contro di noi".

"Saremmo meno liberi se la sinistra tornasse al potere". Lo ha detto Silvio Berlusconi nel videomessaggio su Youtube in vista delle amministrative. Il centrosinistra, secondo il Premier, "reintrodurrebbe l’Ici, raddoppierebbe l’imposta sul reddito per bot e cct dal 12,50 al 25 per cento e sui dividenti azioni" come anche "l’imposta sul patrimonio delle famiglie" e "consentirebbe le intercettazioni a tappeto soprattutto usandole per accanirsi contro gli avversari politici". Oltra a tenere "le frontiere spalancate per concedere il voto a extracomunitari e spostare così a suo favore la bilancia elettorale"." Noi - ha detto ancora Berlusconi - abbiamo fatto il meglio possibile nella peggiore contingenza", tenendo "i conti pubblici in ordine, salvando i risparmi, la tenuta del credito e nonostante il pessimismo e il disfattismo e l’uso del diritto come arma politica contro di noi abbiamo garantito la tenuta del sistema e garantito l’aiuto ai cittadini che hanno perso il posto lavoro. Abbiamo messo alle nostre spalle il picco della crisi meglio di altri Paesi con fiducia mercati e realizzato una vera e propria missione impossibile: affrontare la crisi senza mettere mai le mani nelle tasche degli italiani".