Il Cav: rispetteremo gli impegni Sinistra criminale e anti-italiana

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Il premier, a margine della conferenza di Parigi, assicura: rispetteremo il pareggio di bilancio per il 2013. Poi attacca l'opposizione: ha un atteggiamento criminale e anti italiano che influisce negativamente sui mercati e
aizza le speculazioni. Robin tax, pubblicazione on line da parte dei comuni dei redditi dei contribuenti, carcere per chi evade più di 3 milioni di euro. Salta il contributo di solidarietà
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Roma - "L'Italia rispetterà i saldi di bilancio previsti" nella manovra "che porteranno al pareggio di bilancio nel 2013 come previsto dagli impegni europei". E' quanto avrebbe detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nel corso di alcuni incontri informali con il presidente della commissione europea José Manuel Barroso, il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy e il cancelliere tedesco Angela Merkel. "Purtroppo in Italia abbiamo un'opposizione anti-italiana" che ha un atteggiamento "criminale e che influisce negativamente sui mercati e aizza le speculazioni. Disponiamo di una stampa di sinistra e di una opposizione di sinistra anti italiane che accusano il governo di essere nella confusione e nel caos, mentre il governo sta lavorando per fare una manovra il meno pesante possibile anche aperta alle idee degli altri da valutare come il buon padre di famiglia", ha detto Berlusconi.

Potremo aumentare l'Iva "Abbiamo un'opposizione e tutti i suoi rappresentanti principali e i giornali di sinistra che gridano che manca la copertura alla Manovra, che la Manovra non funziona: sono cose che impressionano i mercati e aizzano la speculazione contro l'Italia. Sono cose che preoccupano i nostri amici europei" ha continuato il Cavaliere che poi, per quanto riguarda la manovra, ha aggiunto: "L'aumento dell'Iva è una riserva, noi non l'abbiamo utilizzata, ma passando dal 20 al 21 per cento ci sono 4 miliardi in più nelle casse che sono a disposizione e che il presidente del Consiglio con un decreto può attuare da un momento all'altro. E' una clausola di salvaguardia assoluta per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013. Se fosse necessario l'iva potrebbe passare "dal 20 al 22%, ad esempio per tre mesi". Infine il Cavaliere ha rassicurato sulla tenuta della maggioranza. "Nel Pdl non ci sono problemi. Tutti andranno nella direzione scelta dal governo".

Bersani: criminali noi? "Non ho più parole, bisogna che Berlusconi vada a casa e ci sia un'altra soluzione perché siamo alla totale irresponsabilità e alla totale incomprensione della drammaticità del momento". Lo ha detto, replicando alle accuse del premier all'opposizione il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. "Noi - aggiunge - diremo agli italiani la cosa di cui siamo più convinti: non si può più andare avanti con un governo così che non è in grado di guidare la barca in questa bufera. Vedremo in Parlamento che si può fare per correggere la manovra ma il problema è che il giorno dopo siamo daccapo. Diciamo questo non per egoismo di opposizione ma per preoccupazione verso l'Italia".

Gli emendamenti Tutto questo dopo che oggi è stata la giornata degli emendamenti e dei ritocchi alla manovra. Ritocchi che prevedono, tra le altre cose, che i Comuni potranno pubblicare sui loro siti i "dati relativi alle dichiarazioni" dei redditi. Lo prevede un emendamento alla manovra del ministro dell’Economia Giulio Tremonti e del relatore Antonio Azzollini. E poi ancora un altro emendamento del ministro: "Qualora l’imposta evasa o non versata sia superiore a 3 milioni di euro non trova applicazione l’istituto della sospensione condizionale della pena" prevista dal codice penale. Il giorno dopo il dietro-front sulla naja e la laurea riscattate ma non conteggiate, il governo presenta al Senato un pacchetto di emendamenti alla manovra. Si tratta di quattro punti: le risorse derivanti dalla Robin Tax andranno totalmente a ridurre i tagli agli enti locali e non più per metà ai ministeri; i comuni potranno pubblicare on line sui propri siti i dati delle dichiarazioni dei redditi di "categorie di contribuenti o di redditi". Su questo punto Tremonti ha spiegato che "nella dichiarazione dei redditi dei contribuenti dovranno indicare anche le proprie banche e gli operatori finanziari".

Carcere per i maxi evasori Tra gli altri emendamenti: niente sospensione del carcere per i reati fiscali qualora l’imposta evasa o versata sia superiore a 3 milioni di euro; salta il contributo di solidarietà del 5% per i redditi oltre i 90mila euro e del 10% per quelli sopra i 150mila euro per i privati ma restano in vigore la norme precedenti alla manovra di ferragosto che prevedevano il taglio degli stipendi più alti del pubblico impiego (e non tassazione Irpef) e il prelievo sulle pensioni d’oro. A presentarli Giulio Tremonti, insieme al relatore di maggioranza Azzollini. Gli enti locali intanto chiedono che la manovra sia "rivisitata" per assicurare l’erogazione dei servizi essenziali sul territorio, e la Cisl di Bonanni che avverte: se non saremo soddisfattim presidi in tutto il paese.

Quagliariello: no al contributo di solidarietà Confermato lo stop al contributo di solidarietà dei redditi più alti e il mancato gettito arriverà dall’inasprimento della lotta all’evasione fiscale. Così il vicecapogruppo del Pdl in Senato, Gaetano Quagliariello, ha spiegato il senso di uno degli emendamenti alla manovra economica al vaglio della riunione della maggioranza in corso a Palazzo Madama. "Viene meno il contributo di solidarietà e sarà compensato con alcune norme sull’evasione fiscale che irrigidiscono i controlli", ha detto il senatore. "In questo modo - ha spiegato Quagliariello - andiamo incontro ad una delle richieste dell’opposizione, secondo cui a pagare non devono essere i soliti noti".

Voto di fiducia si può evitare Il governo porrà la questione di fiducia sul testo della manovra economica? "Ci sono tutte le condizioni per un confronto sereno", ha risposto Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl al termine della riunione dei capigruppo a Palazzo Madama. Gasparri ha assicurato che il testo della manovra "sarà in aula martedì", come deciso dalla stessa capigruppo. "Sono state introdotte delle modifiche che rispondono a istanze poste sia dalla stessa maggioranza che dalla minoranza", ha agigunto Gasparri. "C’è da evitare il voto di fiducia, sempre che tutti apprezzino il confronto. Io - ha continuato - credo che la fiducia non ci debba essere".