Al Cavaliere gli auguri del mondo politico: «Torna presto in forma»

Prodi: «Caro Silvio, sono felice che sia andato tutto bene». La telefonata di Napolitano a Letta. Fassino: «Solidarietà nonostante le divergenze». Casini: «Voglio continuare a polemizzare con lui»

da Roma

Il premier Romano Prodi tira un sospiro di sollievo e si «rasserena», dopo che per un po’ di ore il suo staff non riusciva a mettersi in contatto con quello di Forza Italia. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, telefona a Gianni Letta per far pervenire auguri di «pronto ristabilimento». Marco Follini non telefona «per discrezione», ma è tra i primi a formulare un messaggio affettuoso, assieme a Francesco Rutelli e ad Alfonso Pecoraro Scanio. I presidenti di Camera e Senato, Fausto Bertinotti e Franco Marini, diramano comunicati ufficiali di «augurio sincero», il presidente dei Ds, Massimo D’Alema, apprende «con piacere la buona riuscita dell’intervento». Ma è l’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, attraverso propri canali sempre attivissimi, a trasformarsi in portavoce d’eccezione: «Apprendo con gioia che l’intervento chirurgico cui l’amico Silvio Berlusconi si è sottoposto negli Stati Uniti è perfettamente riuscito ed è terminato con piena soddisfazione...», dichiara a un giornalista. E brucia così sul tempo non soltanto Bonaiuti e lo staff di Forza Italia, ma persino cronisti-segugio e i corrispondenti dei maggiori quotidiani e agenzie di stampa del mondo.
L’intervento di Berlusconi regolarizzerà il ritmo del suo cuore e, per un po’, anche quelli del mondo politico. «Le evidenti distanze politiche non possono mai far venir meno rispetto e solidarietà umana», teorizza Piero Fassino. Affettuoso è il messaggio rivolto dal primo dei competitor, Romano Prodi: «Caro Silvio, sono rasserenato dal sapere che l’intervento cui sei stato sottoposto in queste ore negli Stati Uniti si è concluso positivamente. E sono davvero felice di farti i miei più sinceri auguri di rivederti al più presto in Italia, combattivo e in forma come solo un politico determinato sa essere». Poche decine di metri più in là, a Montecitorio, la notizia si è già diffusa e trova un presidente Bertinotti visibilmente partecipe: «Sono contento, gli auguri sono davvero sinceri...». Auguri «veramente sinceri e non formali» anche quelli di Rutelli, sicuro che Silvio Berlusconi, «un combattente», saprà certo «affrontare positivamente anche questa tappa». «Speriamo che torni presto alla vita politica per poterci confrontare e scontrare sui grandi temi ambientali e sociali», è l’auspicio del leader dei Verdi, Pecoraro Scanio.
Sulla tempra del combattente - la «sua tenacia» per dirla con D’Alema - poggia l’accento il leader centrista Pier Ferdinando Casini: «Auguro a Berlusconi di tornare presto e più grintoso di prima, perché voglio continuare a polemizzare con lui ogni volta che sarà necessario senza remore per la sua salute...». «Tornerà a ruggire ancora più forte di prima», assicura Alessandra Mussolini. «Sta bene, tornerà quanto prima», è anche la certezza di Gianfranco Fini, che parla di un «intervento semplice, come previsto... Perché negli Usa? Ognuno ha il diritto di farsi curare dove vuole». Il leghista Roberto Calderoli non vede l’ora di piazzare la battuta: «Lo aspettiamo presto per mangiare insieme il vitello grasso, visto che adesso non c’è più bisogno di Casini», dice riferendosi all’Udc in calo.
Telefonate, fax, e-mail e telegrammi di solidarietà e affetto piovono sul quartier generale di Forza Italia, così come all’ufficio romano di Berlusconi a Palazzo Grazioli. «Anch’io gli faccio mille auguri - fa sapere il democristiano Gianfranco Rotondi -, anche se quello americano è solo un banale tagliando...». Così Gustavo Selva, giornalista ai suoi tempi denominato belva (ma oggi placido senatore di An), si lancia in un piccolo peana del pacemaker: «Ne porto quattro da circa quindici anni - racconta - e mi hanno permesso di fare ben quattro campagne elettorali, tutte vittoriose... Il pacemaker allunga la vita politica, alla faccia di chi vorrebbe che Silvio si allontanasse soprattutto dalla guida del centrodestra. Ma nessun italiano coltivi questa inconfessabile speranza o sincera preoccupazione... I pacemaker sono una benedizione per chi fa politica: il cuore pulsa più convinto, dà più chiarezza alle idee e più energia».