Il Cavaliere: "Con Bossi?Non c'è alcun pattoDureremo fino al 2013"

Telefonata di Berlusconi durante <em>Porta a Porta</em>: "Bini Smaghi deve fare un passo indietro, crea frizioni con la Francia". Sui licenziamenti: "Aiuteremo queste persone con la cassa integrazione"

"Nessun patto con Bossi, il governo durerà fino al 2013", il premier ha voluto subito spazzare il campo dai dubbi e dalle illazioni che in questi giorni hanno trovato spazio sui giornali. Non esiste nessun accordo con il Senatùr, magari barattato per la riforma delle pensioni, in cambio di un ritorno alle urne per la primavera del 2012 e l'esecutivo arriverà alla sua scadenza naturale.

Silvio Berlusconi è intervenuto telefonicamente da Bruxelles durante la trasmissione Porta a Porta per raccontare i retroscena di una giornata che ha tenuto con il fiato sospeso tutto il mondo politico e per precisare il contenuto della lettera inviata alla Ue. Il Cavaliere ha anche parlato dell'ironia, durante il vertice Merkel-Sarkozy di domenica scorsa, sulla condizione dell'Italia: "La Merkel è venuta da me a scusarsi per la situazione che è stata provocata e mi ha detto in maniera esplicita che non aveva nessuna intenzione di denigrare il nostro paese. E quindi con lei i rapporti sono cordialissmi". Un altro capitolo l'affaire Sarkozy. Grandi abbracci con la cancelliera tedesca, dice Vespa, e nemmeno una stretta di mano con il numero uno dell'Eliseo. "Non ho avuto occasione di parlare con Sarkozy - ha risposto Berlusconi -, ma purtroppo con la Francia c'è il caso Bini Smaghi che non aiuta. Se posso approfitto di Porta a Porta per fare un appello a Bini Smaghi perchè lasci evitando frizioni con la Francia. E' stato nominato dal governo e ora il governo gli chiede di fare un passo indietro per non creare un casus belli".

Poi il Cavaliere è tornato sull'argomento del giorno, la lettera inviata all'Unione eurpea con i provvedimenti economici contro la crisi: "Avremo una serie di provvedimenti nell'arco dei prossimi mesi". Infine ha sciolto uno dei nodi più spinosi, il provvedimento che prevede licenziamenti più facili: "Le aziende in crisi potranno licenziare, ma lo stato aiuterà queste persone con la cassa integrazione". I punti per la crescita del Paese, secondo il presidente del Consiglio, sono misure "che anche l'opposizione dovrebbe impegnarsi a votare perché non sono misure che riguardano l'interesse della maggioranza ma di tutti gli italiani e rappresentano un impegno preso dall'Italia con l'Europa". Il Cav ha teso la mano. Ma dall'opposizione per ora solo l'ennesima levata di scudi.