Il Cavaliere? E' un genio. Anzi, se ne vada

Il Fli non prende una posizione sulla leadership. Dichiarano finito il berlusconismo poi assicurano che il leader è il Cav

Berlusconi è un genio, parola di Italo Bocchino. Un Bocchino recente, di qualche mese fa, non archeologia repubblicana. Sentite cosa dice al Riformista Bocchino, sì proprio lui, il primo di aprile. E non è un pesce. «Berlusconi ha dimostrato di essere il maggiore interprete del sentimento comune degli italiani. Solo un forte impegno berlusconiano poteva determinare il risultato ottenuto. Un vero e proprio colpo di genio». C’è da stropicciarsi gli occhi. Più berlusconiano di Berlusconi. Più stupito di noi è l’intervistatore. Ma Bocchino insiste: «Il nostro obiettivo è 1’armonia nel partito e lavorare per continuare a vincere».

Tutto vero. Anzi no, Berlusconi va rottamato. Però può restare come capo del governo. Sfidano le leggi della fisica le acrobazie dei finiani sul Cavaliere. L’ex viceministro per il commercio Adolfo Urso il 16 novembre celebra il funerale politico del Cavaliere: «Ormai il Cavaliere si è bruciato i ponti alle spalle. Toccherà a lui - concede generoso Urso - per il bene del Paese, indicare il suo successore per guidare un nuovo governo di centrodestra aperto all’Udc. Che sia Letta o Alfano, Tremonti o Maroni, noi siamo disponibili a parlarne». Disponibili a cercare un capo nuovo di zecca, uno che non cominci per Ber.

Basta, quella è archeologia. Luca Barbareschi, nei giorni scorsi, è categorico: «A noi va bene Tremonti, va bene Alfano e va bene Draghi. Basta che Berlusconi non ci sia più perché Berlusconi è finito e non ha più credibilità». Chiaro? Del resto, il categorico Barbareschi il 12 novembre è stato ancora più categorico. Dopo aver ascoltato una battuta del Cavaliere sui gay, l’attore parlamentare ha sentenziato: «Al posto di Berlusconi mi vergognerei. Fossi in lui, per lui stesso, per la sua famiglia, per i suoi figli, me ne andrei dal Paese». Altro che leader. Ma Silvano Moffa, altro colonnello di Fli, non sembra condividere la linea del collega. «Ma il prossimo leader del centrodestra chi sarà?», gli chiede Il Tempo. «Non c’è nessuno oltre i due leader attuali», risponde Moffa. il giornalista insiste: il nuovo centrodestra può farlo Berlusconi? «Certo - replica Moffa - può farlo anche lui». Degli altri leader virtuali, dei Tremonti e dei Maroni, non c’è più traccia.