Il Cavaliere ha un solo timore: «Il vero nemico sarà la noia»

Un sorteggio deciderà chi dovrà rispondere per primo

Gianni Pennacchi

da Roma

«Vediamo di trovare qualcosa per sconfiggere la noia», ha esordito Silvio Berlusconi entrando nel saloncino in via del Plebiscito per la riunione preparatoria al «duello» televisivo di oggi. Lo stavano aspettando i suoi, esperti e sherpa, capitanati da Valentino Valentini e Paolo Bonaiuti. E quell’uscita li ha un poco spiazzati, perché ognuno era pronto ad «allenarlo» nella propria materia, verificare se ricordava con precisione nomi, numeri e dati, riprenderlo se sprecava parole. «No», ha spiegato il premier, «il problema da risolvere» non sono le domande che gli faranno i due giornalisti: dato il tempo a disposizione potranno essere una decina scarsa, e conoscendo il carattere degli intervistatori è sufficiente prepararsi a una trentina di risposte, per esaurire il ventaglio e l’alea. No, il problema è «come tenere alta la tensione» e l’attenzione degli ascoltatori, messe a dura prova da questo duello «tra belle statuine» e dall’eloquio dello sfidante che non è il massimo per tener svegli.
Par che infine, quando a tarda sera il lungo allenamento s’è concluso, la pillola antisoporifera sia stata trovata. Bocche cucite all’uscita da Palazzo Grazioli sull’arma segreta, «avrete una sorpresa», hanno detto sorridendo i più loquaci. Per il resto, assicurano che il campione della Casa delle libertà è fresco e riposato, «ricorda perfettamente ogni cifra ed ogni percentuale», è ferrato e pronto a rispondere su «qualunque argomento». C’è stato soltanto un problema sul pistolotto finale che i due sfidanti hanno a disposizione, due minuti e mezzo su tema libero, insomma lo spazio autogestito. Sarà il sorteggio a determinare chi avrà l’ultima parola, e s’è dunque posta la scelta se preparare un intervento unico. Berlusconi ha optato per la traccia di un discorso aperto a variazioni, se avrà l’ultima parola, per ribattere all’avversario.
Una preparazione usuale, senza sparring partner né finte domande, né tanto meno consigli su come tenere le mani, quando sorridere o dove guardare. Berlusconi non ha bisogno di prove o di consigli, in tv sa muoversi con padronanza, meglio di ogni altro politico, e sa anche come superare i limiti della telecamera fissa. I suoi si sono limitati ad illustrargli le schede che avevano preparato, e insieme hanno deciso la linea: rivendicare quel che il suo governo ha fatto, e illustrare quel che farà nella prossima legislatura. Cercando di vincere, almeno stasera sulla noia.