Il Cavaliere «messaggero» degli scolari

Breve fuori programma per il presidente del Consiglio poco prima di recarsi in Vaticano per l'udienza privata con il Papa. Forse in anticipo con i rigidi tempi del protocollo vaticano, il premier si è infatti concesso qualche minuto per salutare un gruppetto di curiosi, costituito principalmente da alcune scolaresche, bloccando il corteo all'uscita di Palazzo Chigi. «Sono venuto a salutare - ha esordito Berlusconi - perché se no vedete il presidente e dite: “questo dove va?”. Vado dal Papa», ha subito detto chiedendo poi a più giovani se avessero un messaggio da fargli recapitare al Pontefice: «Cosa gli dico? Cosa gli devo dire?». Più sorpresi di parlare con Berlusconi che della possibilità di poter mandare un messaggio al Papa i giovani sono rimasti in silenzio e solo all'insistenza del premier - «non avete nulla da dire al Papa?», ha chiesto - si è fatto avanti un ragazzino con un timido «lo saluti». Berlusconi si è poi informato sulla provenienza della scolaresca - una scuola cattolica di Varese - e subito ha ricordato «di essere stato 8 anni dai salesiani». Poi gli auguri e l'invito «tradizionale» a «fare i bravi».