Il cavaliere oscuro salva le sale ma finisce in cella per percosse

Oggi nei cinema italiani il film record d’incassi negli Usa: ieri il protagonista Christian Bale fermato a Londra con l’accusa di aver picchiato madre e sorella

Roma - Batman in cella a Londra. La cronaca a volte supera qualsiasi fiction. Così, ieri mattina, il celebre attore britannico Christian Bale che veste i panni dell'uomo pipistrello nel film dei record Il cavaliere oscuro, in uscita proprio oggi da noi in ben 640 sale dopo aver incassato negli Stati Uniti nel week-end appena trascorso 155,3 milioni di dollari battendo il primato di 151 milioni fissato un anno fa da Spiderman 3, è stato arrestato dagli agenti di Scotland Yard per sospette violenze ai danni della madre e della sorella. Bale, 34 anni, è accusato di aver «dato di matto», domenica, nella sua suite al Dorchester Hotel di Londra. La polizia l'aveva già interrogato lunedì ma l'aveva lasciato andare per non interferire con l'anteprima europea del film che si è svolta sul tappeto rosso di Leicester Square. E, come capita al ricco playboy Bruce Wayne che sullo schermo si trasforma in Batman, sono stati solo i soldi di una cauzione ad aiutare Christian Bale a lasciare nel pomeriggio di ieri la stazione di polizia. L'appuntamento è però a settembre, di nuovo alla corte dei detective di Sua Maestà.

Curiosamente Il cavaliere oscuro, diretto sempre da Christopher Nolan come il precedente Batman Begins, è tutto imperniato sull'accoglienza ambigua di Batman da parte della popolazione di Gotham City che ha dei dubbi sui reali benefici delle azioni del giustiziere nero. Infatti, più di una volta, ci si chiede se la sua crociata contro il crimine non provochi nei malviventi la voglia di reagire con «risposte» peggiori. Insomma, pensano in molti, non sarà meglio lasciarli delinquere?

All'inizio del film sembra però andare tutto per il meglio. Con l'aiuto del tenente Jim Gordon (un grande e dolente Gary Oldman) e del nuovo procuratore distrettuale Harvey Bent (il volto buonista ma anche ambiguo di Aaron Eckhart), Batman vuole debellare per sempre il crimine organizzato di Gotham City gestito in parti uguali da individui la cui iconografia rimanda direttamente alla malavita dei nostri giorni con i russi, gli ispanici, gli italiani e i neri a fare loschi affari. Ma dietro le quinte si muove un personaggio unico, Jocker, il classico antagonista di Batman. Solo che, questa volta Heath Ledger, morto poche settimane dopo la fine delle riprese per un'overdose da farmaci, ci consegna una figura di cattivo così cattivo che è diventato leggendario ancora prima di uscire in sala. Anche perché Jocker delinque ma non mira ai soldi, a un’anarchia della violenza che nel film viene così spiegata: «Alcuni uomini non cercano cose logiche come il denaro. Non possono essere comprati, comandati o contrattati. Alcuni uomini vogliono solo vedere bruciare il mondo».

Occhi pestati di nero, un cerone bianco rugoso squagliato in alcune parti, un orrendo ghigno rosso dipinto sul volto. Poi, un andamento dinoccolato ma con scatti fulminei. In fondo agli occhi una disperata sete di vendetta causata naturalmente dai traumi infantili. Questo è l'incredibile Jocker di Heath Ledger, il cui carisma supera per tutti i lunghi 152 minuti del film quello dello stesso Batman/Bruce Wayne di Christian Bale. Fino all'inevitabile, epocale e attesissimo scontro finale in cui in qualche modo tutte e due le figure si caricano di simbologie tra il filosofico e religioso (Jocker come un diavolo portatore del caos e Batman come Cristo che assume su di sé le colpe dell'umanità).
Ma il film è soprattutto un alto concentrato di spettacolari scene d'azione e di inseguimento grazie anche al nuovo mezzo di trasporto di Batman, il Bat-Pod una specie di potente motocicletta armata inventata dal mitico Lucius Fox (interpretato da Morgan Freeman). Da segnalare infine altri due grandi attori che completano il cast di altissimo livello del film: Maggie Gyllenhaal nel ruolo di Rachel Dawes, la donna contesa sia da Wayne/Batman che dal procuratore distrettuale Harvey Bent, e Michael Caine in quello del fido maggiordomo Alfred.