Il Cavaliere: "La Rai in mano alla sinistra"

Il leader del Pdl dopo la cancellazione della sua partecipazione a "Porta a Porta" a causa della rinuncia di Veltroni: "Inaccettabile violenza". Poi replica a Bettini: "Il Pd è l'ultima mimetizzazione dei comunisti". E attacca Di Pietro: "Mostruoso"

Roma - Silvio Berlusconi vuole mettere un punto fermo nel giallo sulla cancellazione di "Porta a porta". E lo fa con parole dure: "La par condicio non c'entra niente, è solo un atto violento da parte di Veltroni". Il Cavaliere ha dovuto rinunciare oggi a partecipare alla trasmissione condotta da Bruno Vespa per la scelta di Walter Veltroni di annullare la sua prossima presenza nel "salotto" della politica in tv: "È stanco e lo capisco, ma il fatto che lui non voglia andare non significa che non possa andarci il leader dell’opposizione. Questa cosa è una violenza inaccettabile. E - aggiunge il leader del Pdl - gli italiani devono sapere che la Rai è ancora in mano alla sinistra che la domina come e quando vuole. Ecco perché bisogna andare a votare per la libertà e per il Popolo delle libertà per riportare l’Italia in Europa e in occidente e non subire il condizionamento di un partito radicato nella sinistra estrema". Poi il lader del Pdl allarga il discorso: "Ho anche tutte le istituzioni contro: il capo dello Stato lo hanno nominato loro, così come 11 membri della Corte Costituzionale".

"Veltroni non vuole il confronto perché è disperato" Il leader del Pd non vuole il confronto tv perché "ormai la sinistra, e soprattutto Veltroni e Bettini, hanno la consapevolezza che questi sono i sondaggi e quindi ormai sono vicini alla disperazione", ha poi detto Berlusconi, durante un forum all’Adnkronos. Secondo l’ex premier "hanno paura che il nostro vantaggio possa crescere di fronte alla rappresentazione piana dei disastri della sinistra". Per Berlusconi, inoltre, il Pd sa che "sono cadute una dopo l’altra tutte le promesse della fiction di Veltroni".  

Il Pd "Ho visto che è ripreso l’antiberlusconismo e in un'intervista l'uomo di Veltroni, Goffedro Bettini, mi paragona a Le Pen. Grazie! Allora mi consente di dire che il Pd è l’ultima mimetizzazione dei comunisti italiani". Così replica Berlusconi all'uscita del coordinatore del Pd prima di partecipare ad un incontro a Confartigianato. Il Cavaliere attacca poi il segretario del Pd usando l’arma dell’ironia: "A furia di andare sul pullman, con tutti quegli spifferi e quelle correnti d’aria bisogna anche capirlo, povero ragazzo... Poi è un pensionato e i pensionati devono stare attenti a quello che fanno. Non gli imprenditori, che hanno una fibra molto più forte".

Di Pietro Il leader del Pdl torna ad attaccare il partito di Antonio Di Pietro. Nel corso del suo intervento alla Confartigianato sottolinea "la mostruosità del partito dei valori" facendo con la dita il gesto che indica il denaro. "Mi fa orrore - ribadisce - chi non ha rispetto per gli altri e rovina le persone sbattendole in galera quando sono innocenti. Io ho paura di gente così". E, ricordando che l’Italia Dei Valori è alleata del Pd, attacca anche il partito di Veltroni: "Sono giustizialisti dalla testa ai piedi anche loro". Poi Berlusconi accusa Veltroni e Di Pietro di percepire già una pensione e per questo di non essere in grado di tagliare i costi della politica: "Promettono di tagliare i costi della politica e poi prendono due pensioni, una da parlamentare e l’altra da magistrato. E questi dovrebbero tagliare i costi della politica? Non ho mai visto dei tacchini presentare una mozione per anticipare il Natale".

Casini "Se uno dice di voler votare Casini magari perché è un bel figliolo, benissimo: lo dia pure il suo voto, ma alla Camera e non al Senato, perché al Senato, con il premio di maggioranza, rischia di non dare una maggioranza tale da consentire di governare". Così il Cavaliere, che poi è tornato sul voto utile: "Bisogna concentrare il voto perché con questa legge elettorale se uno non si riconosce nella sinistra e non dà il voto al Pdl fa il gioco di Veltroni e dell’altra parte".

Bonaiuti "I dirigenti di Viale Mazzini hanno steso un morbido tappeto persiano e si sono genuflessi dinnanzi alle richieste di Veltroni e della sua corte. Lanciano l’idea di un confronto a Ballarò, accettano duelli vari tra candidati premier, anche i più improbabili, tutto lasciano correre per amore e timore del Sultano". Lo afferma Paolo Bonaiuti, vicepresidente della commissione di Vigilanza Rai. "Ma - aggiunge - su un punto, solo quello, usano la mannaia: sui telegiornali e sui giornali radio guai a chi fa apparire Berlusconi, perchè lì la par condicio, la famigerata legge bavaglio, deve funzionare, eccome! Lo vuole il Sultano e i giannizzeri si adeguano".