Il Cavaliere: "Se Prodi cadrà sul welfare Veltroni verrà a patti"

berlusconi è convinto che il governo non abbia la maggioranza. E degli alleati dice: "Fini e casini torneranno, ci saranno le primarie. Al cemtro c'è già Fi, no a vecchi schemi"

Roma - "Il governo è già imploso. La prossima volta in Senato il governo non potrà contare su una maggioranza vera e fondata". Lo ha detto Silvio Berlusconi ospite di 'Otto e mezzo' su La7, parlando delle prese di distanza di Dini e Bordon dall'Unione e tornando a dire che l'unica soluzione di "questa crisi è il voto anticipato". "Io - ha aggiunto Berlusconi - sono convinto che questo governo su certi argomenti importanti come il welfare non avrà la maggioranza". Il Cavaliere si è detto convinto che il pacchetto sul welfare sarà inserito nella legge finanziaria.

"Io, messo in crisi per la mancata crisi..." "Addirittura sono stato messo in croce da alcuni alleati perché il mio tentativo di mandare a casa la maggioranza è andato in porto a metà". Berlusconi spiega così le ragioni della sua decisione di puntare su un nuovo soggetto politico abbandonando la coalizione di centrodestra.

Fini e Casini torneranno, ci saranno le primarie" Poi l'ex premier apre agli alleati chelo criticano. "Lasciamo passare questi momenti e io sono sicuro che nel percorso verso una forza di liberali e moderati ritroveremo An, ritroveremo Gianfranco Fini e tutti gli altri perché è quello che mi hanno sempre detto che volevano". "Ho detto che rimetterò in gioco la mia leadership e quindi Fini e Casini potranno proporsi", ha aggiunto. "L'approdo al partito dei moderati e dei liberali - ha spiegato Berlusconi - è quello che loro stessi volevano". Il Cavaliere ha quindi ricordato: "Il 13 settembre scorso ero dai giovani di An e parlai del grande partito dei moderati. Alla fine del discorso Fini è venuto a salutarmi e mi ha detto: 'Guarda Silvio, ora che lo hai detto, devi trovare il coraggio di farlo'". Il Pdl "non è contro nessuno", ha proseguito, e "Fi mette a disposizione i suoi 400 mila iscritti e avrà milioni di aderenti. Non vedo perché non debbano esserci anche gli elettori e gli eletti di An e Udc".

"Se Prodi cadrà Veltroni verrrà a patti" "Se il governo cade, e io sono convinto che cadrà, Veltroni sarà costretto a chiederci un incontro" e a trovare un accordo per andare al voto con questa legge o per modificarla prima delle elezioni, ha spiegato il Cavaliere rispondendo a Giuliano Ferrara che gli ricorda come Veltroni abbia detto no a un dialogo sulla legge elettorale che presupponga una data di scadenza per il governo Prodi. Il presidente di Forza Italia ribadisce quello che dirà al leader del Pd nell'incontro di venerdì 30: "Sosterrò che il governo non può continuare, che la gente non ne può più e che quando c'é una crisi come questa, l'unica soluzione sono le elezioni anticipate". Berlusconi si dice dunque disposto, prima del voto, a modificare la legge elettorale vigente in senso proporzionale per garantire il bipolarismo, non con due grandi coalizioni, bensì con due grandi partiti.

"Dentro Monti, Montezemolo, Pezzotta? Magari" "Dietro ogni nome, dico magari, magari, magari". Risponde così Silvio Berlusconi aFerrara che gli ricorda l'invito di Giuseppe Pisanu a far confluire nel Pdl personalità moderate come Luca di Montezemolo, Mario Monti e Savino Pezzotta.

"Al centro c'è già Fi, no a vecchi schemi" "E' vecchia politica e vecchi schemi, siamo noi il centro. Non vedo come si possa pensare che ci siano altri spazi se non per interessi personali". L'idea di fare un nuovo soggetto politico di centro, ha aggiunto il Cavaliere, appartiene alla "vecchia politica, a vecchi schemi". "Al centro - ha osservato - ci siamo già noi: Fi è un partito di centro" e "le visioni personalistiche dovrebbero essere messe da parte in una situazione difficile come quella che noi dobbiamo affrontare".