Il Cavaliere: "Senato al Pd se noi al Quirinale..." Poi rassicura il Colle: "Lunga vita a Napolitano"

Il leader del Pdl: "E' un caso di
pura scuola, se per ipotesi fosse eletto un altro capo dello Stato che appartiene alla
nostra parte politica, riterrei assoluto dovere affidare la seconda carica dello
Stato a un esponente della sinistra". No comment del Quirinale

Roma - La campagna elettorale è agli sgoccioli, i leader tirano fuori dal cilindro le ultime stoccate per gli avversari, sperando di rosicchiare loro qualche voto. Ma c'è chi pensa già, sin da ora, agli scenari per il dopo elezioni. Scenari che non riguardano solo la composizione del governo, in caso di vittoria, e le decisioni da assumere nei primi cento giorni a Palazzo Chigi. Silvio Berlusconi azzarda un'ipotesi ben più articolata: affidare la presidenza del Senato al Pd qualora, per ipotesi, il Capo dello Stato Giorgio Napolitano si dovesse dimettere. Il leader del Pdl ne ha parlato durante la registrazione di una puntata di Omnibus. "Se il presidente della Repubblica decidesse di dimettersi per fare un gesto nei confronti della nuova situazione italiana allora si potrebbe anche dare una Camera all’opposizione", ha chiarito il Cavaliere parlando di "un’ipotesi di scuola".

Successivamente, conversando con i cronisti, Berlusconi ha aggiunto: "Ho fatto il caso di pura scuola che se per ipotesi fosse eletto un altro capo dello Stato che appartiene alla nostra parte politica, riterrei assoluto dovere da parte nostra affidare la seconda carica dello Stato, cioè la presidenza del Senato, a un esponente della sinistra. In questo momento non si può chiedere a noi di rinunciare a una carica quando tutte le cariche sono nelle mani della sinistra".

Veltroni: "Si avvelena la vita democratica" A stretto giro di posta arriva la replica di Walter Veltroni. "È l’ennesimo tentativo di avvelenare costantemente la vita democratica del Paese. Come tutto quello che Berlusconi fa da 15 anni che mette il Paese sotto stress, sotto tensione, lo ha indebolito, lo ha fiaccato, lo ha messo nell’impossibilità di correre in un clima di serenità e unità".

C'è chi parla di golpe A sinistra c'è chi ipotizza un intento velatamente "golpista" nelle parole del Cavaliere. "La pretesa di sostituire Napolitano, anche se accompagnata dalle solite frasi di circostanza, è fuori da ogni norma costituzionale e si avvicina quasi ad un colpo di Stato". Velina rossa, la nota di Pasquale Laurito vicina al centrosinistra, commenta così la dichiarazione di Berlusconi sul Quirinale. "È inutile che domani giungano come sempre le smentite perché a nessuno è permesso di giocare con il fuoco, anche se si tratta del miliardario di turno. Non siamo ancora una Repubblica del Sud America".

Tensione alta La tensione che si respira nei palazzi della politica è altissima. Prova ne è il nervosismo suscitato dall'ipotesi di intesa istituzionale bipartisan cui ha fatto cenno il leader del Pdl. Berlusconi non ha paventato l'opportunità di sostituire Napolitano, inducendolo a dimettersi. Ha solo indicato quella che, a suo modo di vedere, sarebbe una soluzione di compromesso accettabile, tra maggioranza e opposizione, sulle massime cariche dello Stato. Non c'è da stupirsi troppo per le bordate che volano, da destra a sinistra. Nelle campagne elettorali del passato se ne sono viste anche di peggio. Ma il Quirinale come ha preso "l'ipotesi di scuola" del Cavaliere? No comment. Del resto ogni parola dal Colle avrebbe solo contribuito a rinfocolare le polemiche.

Il Cavaliere: "Lunga vita a Napolitano" "Ma no, per favore, basta polemiche...". Così il candidato premier del Pdl appena giunto a Pescara commenta con i giornalisti le reazioni, a partire da quella di Walter Veltroni, sulle sue parole circa il Quirinale. "Era solo una ipotesi di scuola. Siccome - prosegue Berlusconi - hanno tutte le istituzioni in mano loro. Certo, che se noi avessimo un Capo dello Stato votato da noi sarebbe per noi assolutamente doveroso dare la seconda carica dello stato all’opposizione, cosa che loro non hanno fatto. Tutto qui: lunga vita - conclude Silvio Berlusconi - al presidente della Repubblica".