«Il Cavaliere è stato più efficace del Professore»

da Milano

Nel faccia a faccia tv di lunedì Berlusconi è stato «più credibile» e «più esaustivo nelle sue risposte», mentre Prodi è stato «generico e idealistico», e alla fine il messaggio del premier è stato più penetrante. Lo sostiene l’analisi realizzata da Ferrari-Nasi&Grisantelli e Canale Tre e condotta attraverso un gruppo di ascolto composto da otto professionisti del settore della comunicazione, di età compresa tra i 30 e i 50 anni, equamente diviso per sesso e appartenenza politica.
Durante il dibattito sono stati assegnati dei punteggi ad alcuni aspetti relativi al messaggio televisivo. I criteri sui quali è stata basata la rilevazione sono stati l’esaustività delle risposte, l’approccio più o meno propositivo o critico, l’orientamento idealistico o programmatico della trattazione, la credibilità del candidato premier, la sicurezza nel trattare gli argomenti e l’immediatezza delle risposte. Dalla prima analisi emerge appunto che l’esaustività di Berlusconi è stata pari a 59/100 contro i 30/100 di Prodi. In credibilità a Berlusconi è stato assegnato 60/100 contro i 53/100 di Prodi, che invece ha «battuto» il presidente del Consiglio in «genericità delle risposte» (70/100 a Prodi e 41/100 per Berlusconi) e in «idealismo» (64/100 per Prodi contro il 50/100 di Berlusconi).
Durante il confronto tv sono stati monitorizzati anche alcuni aspetti relativi all’atteggiamento dei due leader politici davanti alle telecamere, al loro timbro di voce, le eventuali inflessioni dialettali, la gestualità. Secondo la rilevazione il leader dell’Unione Romano Prodi è risultato «monotono», cioè con un tono della voce non modulato e con una gestualità più accentuata di quella del premier, anche se il Professore è risultato più sorridente e più rassicurante di Berlusconi. Per quanto riguarda le espressioni più ricorrenti, quelle di Prodi sono state «tasse» (22 volte) e «euro» (19 volte), mentre Berlusconi ha citato 20 volte la parola «governo», 15 la parola «risparmio» e 12 volte il termine «comunisti». Una sostanziale par condicio tra i duellanti si è avuta con le parola «famiglia» e «conti pubblici».
Alla fine però il messaggio del premier ha avuto una maggiore capacità di penetrazione rispetto alle parole del Professore. Berlusconi, secondo la rilevazione, ha «influenzato» gli italiani più del Professore.