Cavalli: "Io eccessivo, ma educato, vi spiego chi sono i veri cafoni"

Lo stilista sfida la crisi e le critiche inaugurando a Firenze il primo
club che porta il suo nome. Ed è tutto all’insegna del lusso estremo

Ha fatto atterrare una specie di navicella spaziale tutta oro acciaio e specchi luccicanti nella navata della chiesa anglicana sconsacrata che verrà inaugurata stasera a Firenze come il primo Cavalli Club del mondo. Visto che si tratta di un edificio storico, adiacente alla Basilica del Carmine con la Cappella Brancacci decorata dal celeberrimo ciclo degli affreschi di Masaccio e Masolino, la soprintendenza alle belle arti ha imposto severi controlli prima di dare il via ai lavori. Poi una volta ottenuti i permessi ecco l’allestimento fatto in tempo utile per l'inaugurazione cui prenderanno parte personaggi come Asia Argento, Geri Halliwell, Luisa Ranieri, Anna Falchi e Luca Guadagnino. «Doveva venire e cantare dal vivo anche Grace Jones - rivela Cavalli - ma quando prendi una come lei prendi anche il rischio che all'ultimo momento ti dica di non aver più voglia di partire. In ogni caso sono felice: l'idea di far brillare il mio oro e il mio acciaio accanto a tutta questa austerità delle chiese rinascimentali mi sembra un bel contrappasso nel senso dantesco del termine». Sul costo dell'operazione circolano cifre da capogiro, ma mai quanto i 10 milioni di euro come minimo sborsati per arredare i 2500 metri quadri del secondo Cavalli Club che verrà inaugurato a Dubai il 31 gennaio 2009. Si parla di quinte in cristalli Svarowsky alte sei metri, di atolli sospesi in visone bianco su cui sorgeranno dei mini ristoranti privè tipo un sushi bar da 30 posti oltre alla polvere di diamanti aggiunta nell'impasto dei pavimenti e delle pareti.

Non teme qualche critica?
«Me ne aspetto tante, soprattutto nella mia città. Noi fiorentini siamo ancora alle divisioni tra guelfi e ghibellini: ci sarà sempre qualcuno felice di criticarmi e altri pronti a capire le mie ragioni. Spero che questi ultimi prevalgano».

Ha voluto fare un locale notturno dentro una chiesa sconsacrata per mantenersi in bilico tra sacro e profano?
«Più che farlo io, lo fa mia figlia Rachele con suo marito Joseph che è napoletano nonostante il nome e voleva aprire un ristorante nella sua città. Ho fatto di tutto per tenerli a casa e quando abbiamo trovato questa chiesina da restaurare mi sono detto che potevo offrire un regalo a Firenze mentre mi garantivo la vicinanza costante di figlia e nipotina».

Spendere tanti soldi non le sembra eccessivo con la crisi che c'è?
«Bisogna essere positivi e reagire soprattutto nei momenti brutti: se resti tutto il giorno a letto per misurarti la febbre alla fine ti ammali. Certo quando leggo sui giornali di tutti questi licenziamenti, mi corre un brivido lungo la schiena, ma senza fare il Garrone della situazione penso che per non lasciar la gente a casa sia necessario frugare in tasca a chi ha ancora dei soldini da spendere».

D'accordo, ma così si rischia di finire a vita sul Cafonal di Dagospia….
«Conosco D'Agostino e penso sia una persona squisita. Anche lui avrà qualche momento di cafonaggine ma nel suo come nel mio caso non userei questa parola che sottintende una profonda maleducazione. Se mi danno del cafone mi arrabbio perché non penso di essere maleducato, invece se dicono che sono eccessivo oppure esuberante va bene: ho basato il mio successo sull'eccesso e l'esuberanza fa parte dell'essere fantasiosi».

Insomma chi o cosa trova cafone in questo momento?
«Tutti i programmi televisivi in cui si superano certi limiti. Per esempio l'ultima edizione dell'Isola dei famosi mi è sembrata tremenda. Sono sempre stato contrario alle censure, ma se avessi dei figli piccoli toglierei tutti i canali in cui si possono vedere i programmi in cui viene superato il limite della decenza».

Ce l'ha con Simona Ventura o con i reality in generale?
«Adoro la Ventura, è bravissima anche se stavolta secondo me non ha saputo impedire certe volgarità. Quanto ai reality non so cosa dire tranne che mi piacciono poco: preferisco un altro genere di televisione».

Per esempio?
«Beh in America mi hanno chiesto d'interpretare me stesso in una puntata di Ugly Betty e lo farò sicuramente: è un serial divertentissimo. Da noi non fanno cose del genere».

Pippo Baudo le ha dedicato la prima puntata del suo programma. Al di là del fatto che gli ascolti non sono stati favolosi, pensa di diventare un personaggio televisivo?
«Rispetto alle altre puntate è stato un clamoroso successo. Comunque io sono un personaggio di mio, infatti quella sera per contrastare l'effetto Cavalli la De Filippi ha fatto scendere in campo Greggio e Iacchetti che fanno morir dal ridere. La moda è una cosa seria, non può e non deve far ridere anche se in questo momento la gente ha bisogno di divertirsi un po'».

Ci si può divertire essendo poveri?
«Non credo che l'allegria dipenda dai soldi, è una questione di carattere. A volte penso che se avessi meno sarei più felice, ma tutto dipende da come ci si gestisce la vita».