Il «cavallo di Troia» per arrivare a uccidere i nostri ospedali

di Eraldo Ciangherotti*

«Modernamente» deve essere la nuova parola d’ordine, in Regione Liguria, per mascherare il restyling al vetriolo sulla sanità ligure, nonostante gli ultimi anni di malasanità. E, infatti, Albenga, Bordighera, Cairo Montenotte e Sestri Ponente a breve non saranno più il punto di arrivo di tutte le ambulanze locali, se nelle prossime ore, verrà uficializzata dal quartier generale di Via Fieschi, la questione del declassamento del Pronto Soccorso a PPI (Punto di Primo Soccorso) nei 4 ospedali delle città liguri. Contro la Regione Liguria, dunque, barricate alzate non solo dal mondo della politica, ma anche in mezzo alla società civile, nel mondo dell'associazionismo, delle confederazioni e dei sindacati. Bisognerà andare allo scontro, civile chiaramente, contro una Amministrazione sanitaria regionale che puntasse a colpire in questo modo quattro distretti sociosanitari, giocando sulla vita dei pazienti. Se un Consigliere regionale dell'Idv, Stefano Quaini, in combutta con l'Assessore regionale alla Sanità Claudio Montaldo, sta organizzando un gioco da furbetti, pensando di fare fessi un discreto numero di utenti che oltrepassa le 200.000 unità, allora non si può restare imbambolati a guardare. Se, infatti, oggi il Pronto Soccorso in qualunque Ospedale è aperto h24 al giorno, con un declassamento, il PPI lavorerebbe a ore, non essendo prevista dimensione oraria, e finirebbe per non essere più il punto di arrivo di tutte le ambulanze che, per ovvie ragioni, dovranno portare i pazienti in emergenza in altro ospedale. Se la saggezza inizia con il chiamare le cose con il proprio nome, allora c’è una differenza enorme tra le due strutture, Pronto Soccorso e Punto di Primo Intervento, in termini di competenza e di dotazioni. In primis, per l'orario di apertura. Poi, se tra le competenze di un Pronto Soccorso c’è l'accettazione, la diagnosi e la cura del paziente, per un Primo intervento invece no. Un Pronto Soccorso prevede l'osservazione del paziente, mentre un Primo Intervento no (ad Albenga un dolore toracico o traumi cranici minori non potranno più essere tenuti in osservazione ma dovranno essere inviati ad altro Ospedale limitrofo). In un momento storico, caratterizzato da enormi problemi medico legali, quasi tutti i pazienti (non solo quelli con problemi maggiori) verranno regolarmente inviati ad altro pronto Soccorso di riferimento più vicino. Anche le dotazioni di personale sanitario saranno profondamente differenti. Questa manovra «moderna» potrebbe essere invece il cavallo di troia per uccidere quattro ospedali: un motore senza benzina, infatti, si ferma. Se il Pronto Soccorso in quattro ospedali liguri, ad oggi, per la Regione Liguria, non è più «moderno», il declassamento appare sicuramente un modo deviato per giocare sulla salute dei cittadini.
*Assessore ai Servizi Sociali di Albenga